Non si placano le polemiche intorno a uno dei balzelli probabilmente più avversi da parte dei cittadini: il Canone Rai 2016 potrebbe finire nella bolletta della luce e tutti sarebbero costretti a pagarlo. Le parole di #Matteo Renzi sono state molto chiare: pagare meno ma pagare tutti, le persone oneste non dovrebbero protestare. Ma c'è qualcosa nei conti che non torna: secondo un calcolo neanche troppo difficile da compiere, la Rai guadagnerebbe più di un miliardo di euro. Se, infatti, il #Canone Rai 2016 diventasse di 100 euro (a fronte dei 113,50 euro attuali) e tutti lo pagassero, gli introiti della Rai raddoppierebbero. Insomma, una prima polemica riguarda proprio l'entità del balzello: secondo i calcoli proposti anche da La Repubblica, se si volesse inserire il Canone 2016 in bolletta, si potrebbe abbassare la richiesta fino ad una cifra compresa tra i 60 e gli 80 euro.

Perché, allora, chiedere 100 euro? E, soprattutto, tutti coloro che non posseggono un televisore, come faranno a non pagare? Su questo punto, la risposta sembra essere netta: il Canone, infatti, non dovrebbe essere più connesso soltanto al possesso dell'apparecchio televisivo, ma anche di altri device, come smartphone e tablet, che sono abilitati alla ricezione del segnale Rai. Ma la protesta prosegue: a lanciarla è soprattutto il Codacons.

Il Codacons, le proposte in ballo e la questione del Canone Rai 2016 in bolletta

Le proteste, come si è già detto, sono state immediate. Il Codacons ha già annunciato che, qualora l'ipotesi del Canone Rai 2016 in bolletta divenisse realtà, allora si studieranno possibili ricorsi e si adiranno le vie legali: in realtà inserire il Canone in bolletta sarebbe illegale e illegittimo nella misura in cui andrebbe in contraddizione con il decreto regio del 1938.

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Certo, si tratta di una normativa che ha la veneranda età di quasi cent'anni, ma la questione riguarda proprio il possesso della televisione: secondo il decreto, infatti, dovranno pagarlo soltanto coloro che posseggono uno strumento atto a ricevere le frequenze. Le problematiche, comunque, sarebbero parecchie: come avverrà l'esenzione dal pagamento per chi dimostrerà di non possedere alcun device? Come distinguere in bolletta le voci e come punire le eventuali morosità?

Le ipotesi in ballo, comunque, sono parecchie e probabilmente Matteo Renzi ha voluto più che altro tastare il polso della situazione: al Tesoro, infatti, si sta discutendo di altre ipotesi, meno invasive. Una di queste riguarderebbe la connessione tra il Canone Rai 2016 e l'ISEE, cioè trasformare il balzello sulla televisione in una tassa progressiva sulla base del reddito, con la possibilità di esenzione per i redditi più bassi.

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