Il lavoro dell'esecutivo sulla Legge di Stabilità 2016 prosegue e nonostante le coperture per il 2016 ci siano tutte, si cerca di lavorare a quelle relative al 2017. Per il 2016 resta confermata una manovra da 25 miliardi di euro, i cui contenuti hanno lo scopo principale di congelare l'aumento dell'Iva e delle accise, che si avrebbero se dovessero scattare le clausole di salvaguardia contenute nella Legge di Stabilità 2015.

Lo scopo principale della Legge di Stabilità 2016 è quello di ridurre la pressione fiscale sulla prima casa, con un taglio di circa 5 miliardi di euro di imposizione. L'abolizione della #Tasi  sulla prima casa sarà accompagnata dall'abolizione dell'#imu agricola e dell'Imu sui macchinari industriali imbullonati al suolo.

Anche se questa parte del piano fiscale non è vista di buon occhio dall'UE, che consiglia più un taglio del cuneo fiscale sulle imprese piuttosto che sugli immobili, l'esecutivo sembra convinto delle sue scelte e prosegue per la strada tracciata.

Per quel che riguarda le #Pensioni, oltre alla tanto attesa flessibilità in uscita che dovrebbe trovare una soluzione al problema degli esodati, il governo dovrà ottemperare anche alla sentenza della Consulta sull'indicizzazione delle pensioni il cui costo dovrebbe aggirarsi sui 500 milioni di euro. Sulla riforma della pensione si attendono, al momento, ancora conferme per  vedere se sarà confermata la misura di flessibilità che permetterebbe un'uscita anticipata a 63 anni e 7 mesi di età con 35 anni di contributi.

Probabilmente nella nuova Legge di Stabilità sarà confermata anche una proroga alla decontribuzione sulle nuove assunzioni che il governo aveva concesso con la manovra del 2015 per 3 anni.

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Lo sconto totale per ogni nuovo assunto è di 8.060 euro l'anno ma gli industriali vorrebbero chiedere che il taglio divenisse permanente per stabilizzare le assunzioni, ma il costo per il governo sarebbe troppo elevato. Proprio per questo sono allo studio diverse possibilità che potrebbero portare l'agevolazione o soltanto nelle Regioni del Sud o limitatamente per determinate categorie di lavoratori, ad esempio donne o disoccupati.