Si avvicina il periodo delle scadenze fiscali e in questi giorni molti proprietari di indirizzi e-mail stanno ricevendo fantomatici messaggi da parte di #Equitalia, l'Ente che si occupa di riscossione di tasse e imposte per conto dell'Erario. La prima impressione è che si tratti di una nuova modalità attivata da Equitalia per snellire la burocrazia e sveltire le comunicazioni Erario-contribuente, con l'utilizzo di un sistema moderno e in linea con l'utilizzo della tecnologia, in forte crescita nel nostro Paese. Ma, nonostante l'istinto spinga ad aprire la mail, è bene fare molta attenzione prima di procedere con il soddisfare la propria curiosità, alimentata anche dall'importanza dell'oggetto del messaggio.

Il testo

Il messaggio riporta nell'oggetto il riferimento ad una presunta cartella esattoriale. Nel corpo della e-mail viene fatto esplicito richiamo all'articolo 26 del D.P.R. 29/09/1973, n. 602 e all'articolo 60 del D.P.R. 29/09/1973, n. 600, nonché all'articolo 140 del Codice di Procedura Civile. Il tutto per segnalare il deposito presso la casa comunale del comune, senza peraltro specificare di quale comune si tratti. In ultimo, c'è l'invito a scaricare l'allegato o, a seconda dei casi, a cliccare sul link per procedere con il download del documento millantato.

I riferimenti normativi

C'è da precisare subito, a scanso di equivoci, che l'articolo 26 del DPR 602/1973 tratta effettivamente le modalità di notifica delle cartelle esattoriali e tra queste è prevista la notifica via e-mail.

I migliori video del giorno

Però il messaggio di posta elettronica deve essere, come si legge nell'articolo stesso, inviato "a mezzo posta elettronica certificata, all'indirizzo risultante dagli elenchi a tal fine previsti dalla legge". Non sono quindi previste, tra le modalità di notifica degli atti di Equitalia, invii di comunicazioni ad e-mail che non siano certificate perché, al pari di una posta prioritaria, non avrebbero alcun valore legale. Anche l'articolo 60 del DPR 600/1973 e l'articolo 140 del Codice di Procedura Civile (citati nella e-mail) trattano a vario titolo della notifica e dell'eventuale affissione nell'albo comunale delle comunicazioni recanti avvisi di pagamento o cartelle esattoriali.

Cosa dice Equitalia

I riferimenti indicati sono quindi corretti, seppure con la precisazione indicata in precedenza, eppure chiunque abbia ricevuto questa e-mail non deve assolutamente aprire l'allegato, presente in formato Zip, o cliccare sul link proposto. Anche Equitalia, il 12 novembre di quest'anno, ha provveduto a diramare un comunicato in cui prende le distanze da queste comunicazioni che pare facciano parte di un'ondata di Phishing, ovvero l'invio di e-mail con lo scopo di violare la sicurezza dei computer e rubare informazioni riservate.

La provenienza delle e-mail

Le e-mail incriminate, che potrebbero differire leggermente per contenuto e modalità (sono state segnalate mail con link da cliccare per scaricare l'avviso), provengono da indirizzi con dominio @equitalia.it, @unicredit.it, @gruppoequitalia.it, @sanzioni.it o simili (addirittura @postepay.it), che ad un primo sguardo potrebbero anche rassicurare sulla provenienza della comunicazione. Ma, come anche specificato da Equitalia nell'avviso citato, è consigliabile cestinare subito l'e-mail senza aprire l'allegato o cliccare sul link, per evitare di esporre il proprio computer a rischio di furto dei dati sensibili in esso contenuti. Niente cartelle per cui penare o da annullare, quindi, ma per questa volta si tratta solo di mail da cancellare.