L’agenzia delle entrate, sul suo sito, ha reso disponibili le versioni provvisorie dei modelli per le comunicazioni necessarie per l’applicazione degli studi di settore 2016. Per accedervi bisogna cliccare sulla sezione 'Cosa devi fare' poi su quella 'Dichiarare'. Si aprirà dunque un elenco relativo alle dichiarazioni tra cui anche quella sugli 'Studi di settore'. Da qui si può infatti accedere alle Bozze, Modelli e istruzioni 2016. I modelli, una volta definitivi, devono essere utilizzati dai contribuenti che, nel periodo d’imposta 2015, hanno esercitato attività economiche rientranti nel settore delle manifatture, dei servizi e delle attività del commercio e professionali.

La trasmissione dei modelli deve essere effettuata, unitamente a Unico 2016, attraverso i servizi telematici Entratel o Fisconline. Le bozze si riferiscono appunto a 204 studi: sono aggiornate con le informazioni relative ai correttivi anticrisi e con le informazioni per gestire i “super-ammortamenti” introdotti dalla Legge di stabilità per il 2016.

Prospetto riepilogativo pluriennale e studi di settore

L’Agenzia delle Entrate ha reso inoltre disponibile anche il prospetto riepilogativo sugli studi di settore che si riferiscono alle annualità riguardanti i periodi d’imposta dal 2009 e al 2013. Il riepilogo pluriennale può avere ad oggetto sia l’attività d’impresa sia l’attività di lavoro autonomo: in tali casi, saranno quindi disponibili nel Cassetto fiscale due distinti prospetti.

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I contribuenti così vengono messi a conoscenza dei casi in cui l’andamento di alcune voci relative all’attività svolta risultano contraddittorie, con l'obiettivo è rafforzare la fiducia fra il cittadino e il Fisco. In questo modo infatti si mette in allerta il contribuente, in modo che possa porre rimedio ad eventuali incongruenze. L’agenzia fiscale infatti proprio attraverso gli 'alert' prima di dare il via all’atto formale di liquidazione d’imposta, comunica al contribuente che nel suo Cassetto fiscale  può trovare comunicazioni di anomalia. Quest’ultimo può correre ai ripari difendendosi spiegando il perché delle anomalie riscontrate. L’agenzia può in questi ipotesi procedere al ricalcolo degli studi di settore presentati. In ultima analisi il contribuente può anche invocare il ravvedimento operoso.

OK all'opera di semplificazione degli studi di settore

Dal canto suo il ministro dell’Economia Padoan ha iniziato l’opera di semplificazione e restilyng degli studi di settori. Nell'atto di indirizzo di politica fiscale 2016-2018 appena trasmesso ai vari rami dell'amministrazione finanziaria viene messo nero su bianco il progetto di un’aggregazione degli attuali 204 modelli.

I contribuenti interessati resteranno sempre gli stessi ma si vuole snellire le dichiarazioni con un processo di riunificazione tra categorie omogenee. Al fine di fotografare la struttura dell’impresa in modo automatico si sta pensando inoltre di sostituire gli attuali 2mila cluster (ovvero quei gruppi omogenei di elaborazioni statistiche) con dei modelli organizzativi di business (Mob) sempre però all’insegna delle precisione del dato. L’operazione che non riguarderà ancora i modelli 2016, verrà testata in via sperimentale invece su 20 dei circa 60 studi in procinto di essere revisionati quest’anno. Le associazioni di categoria inoltre procederanno successivamente ad una valutazione dei risultati. La scelta definitiva sul modello da adottare sarà rimessa invece alla commissione degli esperti, che provvede a validare gli studi.