È il caso di dire anno nuovo, adempimenti vecchi, perché come al solito ci si avvia alla nuova stagione delle dichiarazioni dei redditi. L’Agenzia delle Entrate ha già predisposto le bozze relative ai nuovi Modelli Fiscali con i quali milioni di italiani sono chiamati a dichiarare ed a pagare le tasse. Come ogni anno, i contribuenti fanno la conta delle spese che hanno sostenuto nell’anno precedente che possono essere portate in detrazione dalle tasse nell’anno in corso. Tra le tante detrazioni presenti in molte dichiarazioni dei redditi quelle relative alla propria casa, insieme alle spese mediche, sono tra le più importanti. Vediamo cosa bisogna sapere per farsi trovare preparati nel momento in cui si devono inserire queste voci di spesa in detrazione.

Ristrutturazioni edilizie valide fino al 31 dicembre 2016

Il 2016 è l’ultimo anno in cui si possono portare in detrazione le spese per le ristrutturazioni edilizie della propria casa, almeno secondo le regole di oggi. Sia nel Modello 730 che nel modello Unico Persone Fisiche parte delle spese sostenute possono abbattere l’Irpef che si dovrebbe pagare. Infatti, la Legge prevede che per le opere di ristrutturazione il contribuente può scaricare dalle tasse, il 50% di quanto speso in 10 rate annuali di uguale importo. Questa facoltà è concessa per le opere di ristrutturazione avvenute tra il 26 giugno 2012 ed il 31 dicembre 2016. Quindi, anche se non è possibile scaricarle quest’anno (ma l’anno prossimo), chi ha intenzione di ristrutturare casa godendo di questo 50% da scaricare, ha tempo fino alla fine dell'anno in corso per avviare i lavori.

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Un evidente assist a chi ha bisogno o voglia di ristrutturare casa. Sono ammesse le spese di recupero del patrimonio edilizio, le spese per manutenzione straordinaria ed ordinaria dell’immobile. L’ammontare di spesa massima concessa per fruire della detrazione è di 96mila euro.

Acquisto casa e mutuo

Anche alcune spese sostenute per l’acquisto di una casa danno diritto a delle detrazioni. Tipico esempio è il mutuo, a maggior ragione oggi che rispetto al recente passato sembra (dai dati degli esperti del settore) che le banche siano più propense a concedere mutui a condizioni flessibili ed a tassi di interesse più bassi. Gli interessi passivi che di norma vengono pagati sul finanziamento ricevuto da un qualsiasi istituto di credito, possono essere portati in detrazione sulla dichiarazione dei redditi. Per l’acquisto di una casa, si possono detrarre il 19% di questi interessi. Se l’acquisto è stato effettuato lo scorso anno, è possibile scaricare con la stessa percentuale, gli oneri accessori, le eventuali spese sostenute per contrarre il mutuo stesso.

Infatti, queste ultime possono essere scaricate solo il primo anno, quando si contrae il prestito. Il tetto massimo di sconto sulle tasse per via del mutuo è di 760 euro. In pratica, si possono scaricare interessi e spese per un massimo di 4.000 euro. Per mutui di vecchia data - contratti prima dell’anno 2000 - al fine di ottenere l’agevolazione fiscale è necessario che, entro 6 mesi dalla concessione del mutuo, la casa oggetto del contratto deve essere stata adibita ad abitazione principale del soggetto intestatario del finanziamento. In questo caso, la data in cui è stato stipulato il mutuo non può essere posticipata oltre i 6 mesi da quando è stato sottoscritto l’atto notarile.