ll decreto attuativo sul #Canone Rai è pronto. Il Ministero dell’Economia e Sviluppo Economico invierà il testo al Consiglio di Stato e all’Autorità per l’Energia Elettrica che dovranno esprimere il loro parere. Vediamo quali sono le regole contenute all’interno del decreto e i profili problematici ancora esistenti. I tempi a disposizione sono ristretti visto che il pagamento comincia a luglio, mese nel quale verranno però inseriti anche gli arretrati e la cifra da versare è di 60 euro. Il pagamento del canone deve avvenire in 10 rate mensili. L’azienda elettrica inserisce nelle fatture solo le rate del canone scadute se vi è certezza della titolarità del contratto di fornitura di energia elettrica.

Il decreto poi ai fini dell’addebito del canone prevede che Acquirente Unico S.p.a deve rendere disponibili alle imprese elettriche le informazioni necessarie all’addebito del canone nelle fatture. Sul fronte dei controlli viene previsto che le imprese elettriche devono trasmettere mensilmente all’Agenzia delle Entrate i dati di dettaglio relativi al canone addebitato e il riscosso nel mese precedente. Allo stesso modo anche i Comuni devono trasmettere all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle famiglie anagrafiche, per addebitare il canone in maniera corretta a soggetti che non sono tenuti al versamento. I canoni riscossi dalle imprese elettriche sono riversate mediante versamento con F24. Il decreto ha inoltre confermato i casi di esenzione e i criteri che consentono in presenza di determinati requisiti di non pagare il canone RAI, innanzitutto se non sia ha un apparecchio tv

Casi particolari e dubbi rimasti ancora aperti

Sul fronte dei casi particolari nel caso in cui una famiglia non produca consumi elettrici dovrà pagare il canone attraverso fatture ogni quadrimestre.

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Qualora il contratto è intestato ad un soggetto della famiglia anagrafica diverso dall’intestatario del canone, l’Agenzia delle Entrate procede alla voltura d’ufficio del canone al titolare del contratto. Sul fronte dei rimborsi invece tale richiesta di rimborso è effettuata con modalità che saranno definite con una circolare dell’Agenzia delle Entrate. L’Agenzia verificati i presupposti di tale richiesta, trasmette ad Acquirente Unico tutte le informazioni necessarie e l’importo da accreditare. L’Acquirente Unico poi ha 5 giorni di tempo per informare le aziende elettriche. Le aziende elettriche procedono ad accreditare in fattura le somme da rimborsare, recuperandole attraverso compensazione in F24. Per quanto riguarda la Direzione provinciale I di Torino avrà il compito di verificare il corretto versamento del canone da parte degli utenti e di determinare, in caso di omesso versamento l’importo del canone, degli interessi dovuti e delle relative sanzioni. Nonostante il decreto che sta per essere emanato rimane una questione ancora aperta.

Ovvero quella strettamente legata alle modalità per comunicare l’autocertificazione per non pagare il canone. Si attende anche in tal caso un provvedimento chiarificatore dell’Agenzia delle Entrate che riguarda circa il 2-3% delle famiglie italiane. Per altre informazioni sul tema potete premere il bottone Segui in alto accanto al mio nome. #Governo