Il termine per la trasmissione delle certificazioni del modello Unico 2016 all’Agenzia delle Entrate è scaduto il 7 marzo 2016 e dall'8 marzo scattano le sanzioni per il ritardo. Da oggi non sarà più possibile usufruire del ravvedimento operoso in caso di errori sulla compilazione del modello, a meno che non se ne invii un altro entro il 14 marzo 2016. L'invio telematico del CU 2016 può essere fatto anche in ritardo in caso di errori, però in base alla legge di stabilità 2016 sono entrate in vigore le nuove sanzioni che sono piuttosto salate. La legge sulla formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato di quest'anno è entrata in vigore il 1 gennaio di quest'anno ad eccezione di alcuni commi che sono entrati in vigore il 30 e 31 dicembre 2015.

Le nuove multe per il ritardo

Sono scaduti i termini per la presentazione della certificazione unica 2016 da parte dei sostituti di imposta per il lavoro dipendente, il lavoro autonomo, lavoro occasionale e attività sportiva dilettantistica. Il nuovo regime sanzionatorio entrerà in vigore da quest'anno ed è basato sul Decreto Legislativo numero 158 del 24 settembre 2015 che sarebbe dovuto entrare in vigore nel 2017, ma per la nuova legge di stabilità è entrato in vigore dal 1 gennaio 2016. La legge numero 208 del 28 dicembre 2015 riporta il nuovo regime sanzionatorio che è il seguente. Le multe per l’invio in ritardo del modello Unico 2016 da parte dei sostituti d'imposta sono di 100 euro per ogni certificazione trasmessa in ritardo o sbagliata e possono arrivare un tetto massimo di 50.000 euro per ogni anno e sostituto d'imposta.

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La sanzione viene ridotta a un terzo, cioè 33,33 euro, se una nuova certificazione unica corretta viene presentata entro 60 giorni dalla scadenza, ovvero entro il 6 maggio 2016 con un tetto massimale di 20.000 euro. Com'è noto il modello si può inviare esclusivamente per via telematica e in caso di errori si possono inviare correzioni entro cinque giorni, che scadrebbero il 12 marzo 2016, ma il termine è slittato al 14 marzo perché il 12 è sabato. #Governo #Dichiarazione dei redditi