Cambiano le regole nella notifica degli avvisi di accertamento da parte di Equitalia. Dal 1° giugno  infatti i professionisti iscritti in albi o elenchi e le imprese individuali riceveranno gli atti di riscossione di #Equitalia attraverso l’indirizzo di posta elettronica contenuto nell’Indice nazionale INI-PEC. Equitalia, con una lettera inviata al Consiglio nazionale dei Commercialisti, ha precisato di aver dato attuazione a quanto stabilito dal D.Lgs. n.159/15 che, all’art. 14, introduce un obbligo di notifica via PEC anche per le persone fisiche che ne fanno richiesta. Tale diversa modalità di invio degli atti comporta dei vantaggi innanzitutto per i contribuenti che grazie alla propria casella PEC possono ricevere molto più tempestivamente le comunicazioni di Equitalia, senza esser costretti a dover ritirare gli atti presso gli uffici postali.

Qualora invece l’indirizzo PEC non fosse più valido o la casella risultasse satura, l’atto in questo secondo caso dopo un successivo tentativo di invio effettuato dopo 15 giorni dal 1°, sarà inviato online alla CCIAA competente per territorio. Lo stesso sarà quindi disponibile online. Il contribuente verrà dopo informato del deposito “telematico” dell’atto con raccomandata A/R.

Fisco: lettera dell’Agenzia delle Entrate, cosa fare se la si riceve ?

Intanto l’#agenzia delle entrate comincerà ad inviare a partire da fine giugno, 220 mila lettere di alert, ma solo ad alcuni italiani. Nel mirino del Fisco, infatti ci sono però solo i redditi derivanti da fabbricati, e da impresa, quelli da lavoro autonomo e quelli di capitale, i redditi di partecipazione qualificata in società di capitali e i redditi diversi.

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I contribuenti, titolari di tali redditi saranno avvisati che tra il reddito complessivo dichiarato nel 2012 e le spese sostenute esistono delle discordanze. Precisiamo che lo scopo dell’operazione dell’Agenzia è consentire un adeguamento delle anomalie in via bonaria, proprio perché non saranno inviati degli avvisi di accertamento. Quindi possono tirare un sospiro di sollievo tutti quei contribuenti che potrebbero ricevere la comunicazione di anomalia proprio perché questa volta il fisco mira a favorire l’adempimento spontaneo degli obblighi tributari. Si vuole innanzitutto mettere il contribuente nelle condizioni di avere un quadro completo della propria posizione fiscale

Come ci si deve comportare quando arrivano gli alert?

Gli alert che verranno ricevuti dal contribuente via mail (nella casella PEC) o sms,  invitano quest’ultimo ad entrare nel proprio Cassetto fiscale. Per coloro che in dichiarazione hanno scelto l’intermediario/soggetto abilitato come destinatario delle comunicazioni, le anomalie verranno segnalate solo a quest’ultimo con il canale Entratel.

Il contribuente può valutare immediatamente la correttezza dei dati presenti nel “cassetto fiscale” e quindi dopo può eventualmente fornire delle giustificazioni sulla presunta anomalia. Tali chiarimenti saranno comunicati per mezzo dei software gratuiti, messi a disposizione nella sezione Studi di settore sul sito dell’Agenzia. In alternativa il cittadino può sempre scegliere di  ravvedersi. Egli può quindi formulare una richiesta di regolarizzare gli omissioni ed errori commessi attraverso il ravvedimento operoso, beneficiando delle diverse riduzioni delle sanzioni previste. Ricordiamo infatti che ad oggi sono oltre 75mila coloro che hanno deciso di rivedere la propria posizione tributaria grazie ai benefici che offre il ravvedimento operoso. Per restare aggiornati su tali argomenti potete premere il bottone Segui accanto al nome dell'autore #Dichiarazione dei redditi