Le voci di una possibile abolizione di Equitalia circolavano già da tempo. Ma questa volta dietro l’annuncio da campagna elettorale del presidente del Consiglio si nasconde una certezza: entro il 2018 Equitalia sparisce davvero. Questa dichiarazione shock, il premier Renzi l’ha fatta, peraltro, in occasione della presentazione alla stampa della riforma fiscale prevista per il 2017.

La riforma in cantiere da tempo contempla anche una nuova riscrittura delle aliquote intermedie dell’Irpef, su cui però ci sono molte più riserve di quanto si pensi da parte del Ministro dell’Economia. Il Governo infatti ha un altro asso nella manica ovvero lavorare sul meccanismo di detrazioni e deduzioni che avvantaggerebbero le famiglie numerose.

In alternativa si punta ad estendere il bonus degli 80 euro per esempio ai pensionati. C’è da dire che se stringe il tempo per trovare le risposte che la Comunità Europea si aspetta dopo che entro l’anno prossimo ha richiesto un rientro del rapporto debito/Pil nei binari, le ipotesi di una possibile aumento dell’IVA per correre ai ripari si fa sempre più reale. E' forse anche un po' per tagliare buona parte delle spesa pubblica superflua che l’operazione di sciogliere Equitalia è gia partita. Infatti, in questo senso si pensa ad una fusione con l’Agenzia delle Entrate

Cosa prevede l’operazione di fusione tra Equitalia e l’A.E.?

L’operazione infatti prevede un passaggio di consegne da Equitalia all’Agenzia dell’Entrate, mirando infatti a trasferire tutta la protestà della riscossione esattoriale in capo al FIsco.

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Ma la vera rivoluzione é anche quella che interesserà il rapporto con il cittadino contribuente e di conseguenza tutto l’impianto normativo.

Nell’ottica di una nuova politica fiscale, infatti, si privilegerà innanzitutto la strada della mediazione e quindi della collaborazione con il cittadino debitore. Solo in un secondo momento si procederà con il pugno duro e quindi con fermi auto, pignoramenti e ipoteche sui beni immobili. Un sistema di riscossione pensato non più per essere vessatorio per il cittadino ma che dovrebbe alleggerire il peso del fisco sulle famiglie italiane. Inoltre esso dovrebbe portare anche dei benefici, eliminando tutti quei ritardi che spesso hanno portato alla prescrizione di gran parte dell’evasione fiscale. E quindi nell’ottica di una maggiore efficenza del sistema che si pensa di far svolgere all’Agenzia delle Entrate non solo gli accertamenti e i controlli fiscali, ma anche la procedura di recupero delle somme di denaro evase. Si toglie quindi ad Equitalia, società che tutti conosciamo come essere di diritto privato, ma partecipata dagli enti pubblici ,il primato anche nell’esperire l’esecuzione forzata.

Quest’ultima infatti si occupa anche di recuperare le entrate di Regioni, Comuni italiani, Camere di commercio, Casse di previdenza e Inail. 

All’orizzonte non mancano però alcuni punti interrogativi come il destino che attende i dipendenti di Equitalia  e i contratti di lavoro in essere. C’è poi un problema legato alle modalità organizzative del lavoro svolto da Equitalia. Essa infatti riscuote non solo i crediti dell’Erario, ma anche quelli di altri enti locali ed enti pubblici, il che fa sorgere dei problemi di coordinamento. Per la verità a livello dei Comuni, il progetto di uscita di Equivale dagli stessi era già stato fissato al 1° gennaio 2012; anche se poi in realtà tale termine è stato posticipato ben 7 volte e l’ultimo rinvio scade il prossimo 30 giugno. Per restare aggiornati su tali notizie potete premere il bottone segui accanto al nome dell'autore