L'associazione Deciba traccia il bilancio dei primi cento giorni di attività del nuovo ramo dell'associazione dedicato alle cartelle esattoriali di #Equitalia. Mediante un comunicato stampa, firmato da Vilnò e Nicoletti, rispettivamente presidente e vice presidente di Deciba, rendono noto di aver controllato, in questo periodo, 10.200 cartelle esattoriali, riscontrando anomalie in circa 8700. "Sono viziate da errori l'85% delle pratiche, un numero spaventoso, che non può e non deve passare in silenzio", affermano dall'associazione, che annuncia che darà vita ad uno sportello virtuale dove ricevere segnalazioni per scandali e anomalie, e chiede che il parlamento apra una commissione d'inchiesta parlamentare, per fare luce sulla presenza di un numero così elevato di anomalie.

Le anomalie più frequenti nelle cartelle esattoriali

Secondo Vilnò e Nicoletti di Deciba, l'anomalia più frequente riscontrata nelle cartelle di Equitalia, è la richiesta di somme ormai non esigibili, perché cadute in prescrizione. Poi ci sono errori e vizi formali, o di altro tipo, ed infine le cosiddette "cartelle pazze", che richiedono il pagamento di imposte che il cittadino aveva già corrisposto. Richieste che fanno riferimento a pratiche risalenti anche a dieci anni fa, che il cittadino talvolta dura fatica a dimostrare di avere già pagato, perché in molti casi non possiede più documenti che comprovano l'avvenuto pagamento. Per questo motivo, ma anche per dimenticanza di avere già pagato, secondo Dicie molte "cartelle pazze" vengono pagate lo stesso. "Sempre che il cittadino possa permettersi di pagare", evidenziano dall'associazione.

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Lo sportello d'ascolto contro anomalie e vessazioni

Dicie annuncia che intende dare vita ad uno "sportello virtuale", sul loro sito web, per permettere ai cittadini di segnalare vessazioni o anomalie riguardanti pratiche Equitalia. "Dopo aver analizzato i casi, e riscontrato l'effettiva presenza di irregolarità, porteremo questi casi alla ribalta delle cronache", promettono Vilnò e Nicoletti.

Richiesta di una commissione parlamentare d'inchiesta

Secondo i vertici di Dicie, la situazione è tale che è auspicabile l'apertura di una Commissione parlamentare d'inchiesta per investigare e capire quali sono i motivi che portano ad un numero così elevato di anomalie, che talvolta, portano alla chiusura delle aziende che finiscono nel mirino dell'ente. L'associazione inoltre denuncia come per i cittadini sia spesso difficoltoso interloquire con Equitalia, senza fare ricorso a legali difensori. "Ci segnalano difficoltà persino per avere accesso agli atti riguardanti la propria pratica", sostengono dall'associazione. Che offre la sua collaborazione per documentare e relazionare il gran numero di anomalie riscontrate.