Oggi parliamo di #imu e #Tasi 2016. Di seguito la guida sulle scadenze, il calcolo e chi deve pagare. Terminata la partita Belgio-Italia, il pensiero di migliaia di italiani va al fatidico tax-day, il giorno delle tasse. Si stima che la spesa sarà superiore ai 10 miliardi di euro per il solo acconto della Tasi. Sempre stando alle stime, sono oltre 25 milioni gli italiani chiamati a pagare, con un esborso medio pari a 535 euro. A Roma il costo maggiore, mentre a Torino la città dove si risparmierà di più grazie all'abolizione della Tasi sulle prime case. 

La guida

La scadenza dell'acconto di Imu e Tasi 2016 è fissata per giovedì 16 giugno.

Per chi non dovesse effettuare il pagamento entro tale data, ecco che si parlerà di ravvedimento. Secondo quanto scritto nell'ultima Legge di Stabilità, il ravvedimento cosiddetto sprint prevede una sanzione dello 0,1 per cento giornaliero del valore dell'imposta se si paga entro il 14 giorno. Non c'è soltanto il ravvedimento sprint. Troviamo infatti anche quello breve (1,5 per cento, entro i 30 giorni), medio (1,67 per cento, entro 90 giorni), lungo (3,75 per cento).

Per il calcolo di Imu e Tasi di quest'anno le operazioni da compiere sono sempre le stesse. Il consiglio è quello di affidarsi ad un calcolatore online. L'esempio classico è riferito al sito amministrazionicomunali.it, dove c'è una sezione dedicata a tale strumento. In alternativa, la maggior parte dei siti dei comuni di residenza offrono un analogo servizio.

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Vediamo che cosa occorre per calcolare l'importo della prima rata. Per prima cosa il codice del comune. Secondo punto, la tipologia dell'abitazione. Il valore della rendita catastale. La percentuale ed i mesi di possesso. Infine l'aliquota Imu. Una volta immessi questi dati nel calcolatore online, basterà premere il tasto Aggiungi Immobile (se si è nel sito amministrazionicomunali.it). Una volta calcolato, avrete a disposizione la stampa dell'F24. 

Infine una delle domande forse più importanti: chi deve pagare Imu e Tasi 2016? È chiamato a pagarle chi è proprietario di immobili di lusso (categoria A1, A8 e A9), anche se classificati come abitazione principale, e chi ha immobili diversi dall'abitazione principale (seconda casa ad esempio). Ricordiamo che da quest'anno è stata abolita la Tasi sulla prima casa. Sempre per quanto riguarda la Tasi, gli inquilini in affitto non dovranno più pagare nemmeno il 10-30 per cento dovuto in passato.