Una delle più importanti novità che dovrebbe contenere la Legge di Bilancio relativamente ad uno dei benefici fiscali più conosciuti, quello riguardante il bonus ristrutturazione, è l'ampliamento delle detrazioni per i lavori condominiali. In questi anni infatti, vuoi per le maggioranze richieste in assemblea, vuoi per la crisi economica che ha impedito a molte famiglie di potersi impegnare per l'esecuzione di opere straordinarie, le detrazioni fiscali hanno rappresentato uno scarso incentivo al miglioramento delle parti comuni. Le nuove misure proposte dovrebbero quindi rilanciare questa tipologia di interventi. Vediamo come.

Bonus ristrutturazione condominio bloccato fino al 2021

Un conto è decidere cosa fare sulla propria casa, stabilire un tetto di spesa, cercare i preventivi migliori e assegnare i lavori.

Tutta un'altra storia se questi lavori devono essere decisi da un'assemblea di proprietari, ognuno con esigenze, capacità finanziaria, gusti diversi gli uni dagli altri, fattori questi che comportano tempi di scelta e di esecuzione sicuramente diversi rispetto al primo caso. Sapere di avere a disposizione 5 anni di tempo permette quindi di pianificare meglio e con più tranquillità gli interventi desiderati.

Ampliamento della possibilità della cessione del bonus ristrutturazione

Già da inizio 2016 esiste la possibilità da parte del singolo condomino di cedere il proprio credito di imposta derivante da interventi di risparmio energetico sulle parti comuni alla ditta esecutrice dei lavori. Questo per permettere anche a chi rientra nella no tax area di poter partecipare ai lavori senza perdere i benefici del bonus cedendolo a compensazione della propria quota di spese.

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A causa delle limitazioni previste, tale provvedimento ha avuto scarsa applicazione. Infatti ad oggi la compensazione del credito può essere effettuata solo con la ditta esecutrice dei lavori (che può o non può accettare tale forma di pagamento) ed inoltre ne possono beneficiare solo i condomini che nell'anno fiscale antecedente al sostenimento delle spese non pagavano imposte sul reddito. Le nuove norme, oltre ad aumentare l'incentivo fino al 65% se il lavoro riguarda l'involucro dell'edificio, dovrebbero permettere la cessione di tale credito anche a terzi permettendo alle ditte esecutrici di monetizzare subito la quota senza dover aspettare 10 anni. Aspettiamo quindi i provvedimenti nel dettaglio per capire meglio quali saranno le percentuali di detrazione previste e i relativi requisiti per poterne beneficiare.