Il #Bollo auto, quella antipatica tassa sugli autoveicoli di proprietà dei contribuenti è al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica. Un emendamento che vorrebbe legare il bollo alla revisione, cioè non rendere possibile quest’ultima se non si è in regola con i pagamenti del bollo, mette in ansia i contribuenti. Niente è ancora definitivo, siamo solo ad una proposta, ma l’attenzione del Governo verso questa tassa e soprattutto verso chi la evade, rendono possibile questo giro di vite. Nonostante questo inasprimento nei confronti del bollo, i contribuenti possono stare tranquilli perché restano soluzioni per difendersi. Innanzitutto resta in piedi la prescrizione e soprattutto le esenzioni con la #legge 104.

Chi non è tenuto a pagare

La normativa italiana prevede che i portatori di handicap, quindi invalidi e disabili o i loro famigliari che li accompagnano nelle difficoltà che la vita ha loro riservato, non pagano il bollo auto. Si tratta dell’esenzione derivante dalla Legge 104 che non viene intaccata dalle novità inserite nelle varie proposte relative al bollo. L’ente preposto a concedere l’agevolazione è la propria Regione di appartenenza. Bisogna presentare istanza all’ufficio tributi della Regione muniti della documentazione medica che attesti lo stato di disabilità o invalidità del soggetto. In alternativa è possibile presentare le istanze all’ACI, questo però nei casi in cui la propria Regione abbia stretto convenzione con l’Automobile Club o che non abbia aperto un proprio ufficio tributi.

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Non tutti i disabili possono usufruire dell’esenzione, perché questa si collega solo a determinate patologie. In assenza di norme regionali particolari, i soggetti che possono usufruire della 104 sono i disabili con difficoltà motorie permanenti, i ciechi o sordi, chi ha subito amputazioni e di norma quelli a cui è stata concessa l’indennità di accompagnamento.

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Se il tipo di disabilità e la gravità dell’invalidità possono essere definiti requisiti soggettivi, ce ne sono altri che riguardano il tipo di veicolo sul quale si può sfruttare l’esenzione. Le norme prevedono che il beneficio può essere concesso per veicoli fino a 2000 cc di cilindrata per quelle alimentate a benzina, mentre fino a 2800 cc per quelle diesel. L’esenzione può essere concessa anche su veicoli non intestati direttamente al disabile, ma ad un suo familiare che lo ha a carico fiscalmente. Nessuna esenzione per quegli autoveicoli che anche se dotati di strumenti per disabili, sono intestati ad altre persone diverse da quelle precedentemente indicate. È una notizia falsa che l’esenzione può essere concessa se si dimostra che l’utilizzo prevalente del veicolo è destinato ad accompagnare il disabile.