Era mercoledì 4 maggio 2016 il giorno in cui Matteo Renzi, nelle consuete dirette su Twitter e Facebook, aveva annunciato la volontà del suo Governo di cancellare il Bollo auto. La tanto odiata tassa di proprietà sugli autoveicoli aveva i giorni contati e il mancato gettito per le casse delle Regioni, a cui finisce il Bollo, sarebbe stato rimpinguato con un aumento delle accise sulla benzina. Un modo per far pagare di più a coloro che più utilizzano le autovetture, questo quello che disse il Premier quel giorno. Oggi invece, nella Legge di Bilancio che si sta discutendo in queste ore nelle aule Parlamentari, compare un emendamento del PD che inasprisce il capitolo Bollo.

L’emendamento

A dire il vero, niente è ancora certo e definitivo, perché come dicevamo, siamo di fronte ad un emendamento, una proposta di inserire questa misura nella Legge di Bilancio. Per il 23 novembre la Commissione Bilancio dovrebbe valutare tra i tanti, anche questo provvedimento. L'emendamento proviene dal PD (partito del Premier) ed è quello relativo al Bollo Auto ed alla richiesta di collegarlo alla revisione biennale degli autoveicoli. Se venisse approvato, gli Uffici Territoriali dei Trasporti ed i centri autorizzati dove portiamo le autovetture per la revisione, dovranno controllare se i veicoli siano esenti da fermi e se siano in regola con il pagamento del Bollo Auto. Se dalle verifiche, la situazione non è regolare, la revisione non potrà avere luogo e la vettura sprovvista di revisione non potrà circolare.

I migliori video del giorno

Un insieme di norme concatenate

L'assenza della revisione provoca multe e spesso anche il sequestro del libretto di circolazione con fermo amministrativo. Le ganasce fiscali, scattano anche per multe e debiti con il fisco non onorati, tra i quali, molto frequenti proprio i bolli auto. Il Bollo su auto sottoposte a fermo amministrativo non può essere pagato e le stesse non potranno superare la revisione. In parole povere, bisogna fermare il veicolo e mettere a posto la situazione con la normativa vecchia e nuova. Le annotazioni come il fermo amministrativo, vengono fatte al PRA e finiscono in una banca dati. Il meccanico che farà la revisione, sarà autorizzato a scaricare dal PRA la visura del veicolo, per verificare la regolarità dello stesso. Il costo della visura (6 euro) lo sopporteranno i centri revisione che sicuramente caricheranno il surplus sui clienti. Il primo effetto sarà di un aumento di spesa per gli automobilisti quando si tratterà di revisionare il veicolo.

Dubbi e perplessità su queste norme

Quanti cittadini hanno fatto salti mortali per racimolare 10, 15 o 20.000 euro per l’acquisto dell’autovettura utile al lavoro, alla famiglia ed al proprio affari? Adesso si rischia che per diventare proprietari di un autoveicolo, non basterà più comprare e pagare l'auto.

Troppi balzelli mettono a rischio un diritto che nasce con l’acquisto del veicolo. Dall’ottobre 2015 un emendamento a firma di un Parlamentare del PD, Sergio Boccadutri, ha inasprito anche il meccanismo di sblocco di veicolo soggetto a fermo. Per debiti con Equitalia di cui si è chiesto il pagamento rateale, non basta più pagare una rata per togliere le ganasce fiscali, ma bisognerà pagare tutto il debito, quindi l’ultima rata. Piani di dilazione lunghi che significano tenere l’auto ferma anche per 10 anni. In parole povere, per utilizzare un veicolo che il cittadino si è sudato, facendo sacrifici per comprarlo, bisognerà pagare tutti i debiti con il fisco. Al fermo amministrativo succede il divieto a pagare il bollo auto e il conseguente stop alla revisione. Senza dimenticare che non si potrà vendere l’auto sottoposta a fermo, non si potrà permutarla per un altro veicolo, demolirla e nemmeno esportarla all’estero. In parole povere l’autovettura non è del cittadino, ma del fisco. Questo in aggiunta al fatto che a causa delle tasse, paghiamo di più la benzina, i pezzi di ricambio ed anche i prezzi di acquisto delle autovetture sono più alti degli altri Stati UE.