La disoccupazione giovanile è uno dei problemi più sentiti nel Paese. Da tempo ormai i rappresentanti in Parlamento e gli esponenti al Governo continuano a farsi promotori di interventi mirati a fronteggiare la forte crisi occupazionale [VIDEO], anche se non sempre i risultati sono stati dei migliori. In questa direzione stanno procedendo ultimamente i lavori a Palazzo Chigi, dove la maggioranza è impegnata a discutere sull’istruttoria tecnica contenuta nel dossier “RIduzione Costo del Lavoro [VIDEO]”. L'obiettivo è quello di incentivare l'occupazione giovanile proprio come in passato era accaduto con l'approvazione del Jobs Act, ovvero riconoscendo importanti sgravi contributivi alle imprese che assumono giovani under 35 al primo impiego.

Sgravio per tre anni

In particolare lo sgravio, così come è stato pensato, verrebbe riconosciuto al datore di lavoro per un periodo uguale a tre anni, ma però dipenderà anche dalle risorse disponibili. E' possiile infatti che (in mancanza di fondi adeguati alla copertura) lo stesso sgravio venga riconosciuto si, ma solo in forma parziale, mentre è totalmente esclusa l'ipotesi di un taglio strutturale del cuneo fiscale.

Il Premier Paolo gentiloni, di fatti, dopo l'incontro con le Regioni, ha ribadito la necessità di mettere in campo politiche economiche tali da "mantenere gli equilibri di bilancio" e sostenere la crescita che, come ha aggiunto successivamente, "per quanto limitata inizia a manifestarsi".

Il Documento di Economia e Finanza

Quello che è certo è che sarà il Def (il Documento di Economia e Finanza) a tirare le somme finali sulle decisioni messe oggi sul tavolo delle trattative. In quest'ultimo, inoltre, dovrebbero essere inseriti i premi di produttività della decontribuzione a favore delle imprese, le quali non sarebbero più limitati ai lavoratori ma verrebbero estesi anche ai datori di lavoro. Anche in questo caso, tuttavia, la decisione finale dipenderà dai fondi a disposizione dell'esecutivo che, di fronte ad un'eccessiva spesa, si vedrebbe costretto a rimandare tutto all'approvazione della Legge di Bilancio 2018.

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