Le domande per la rottamazione delle cartelle, presentate alla scadenza del 21 aprile, sono state 800 mila. I contribuenti che hanno aderito alla definizione agevolata, adesso attendono la risposta da parte del Concessionario che deve confermare l’avvenuta accettazione della domanda e indicare gli importi e le scadenze delle rate concesse. I dubbi e le incertezze che hanno accompagnato la #sanatoria, fin dal giorno del suo varo, non sono finiti con la scadenza delle istanze, tanto è vero che #Equitalia ha pubblicato sul proprio sito ufficiale, le risposte alle domande più frequenti che i cittadini e gli addetti ai lavori hanno rivolto al Concessionario.

Inoltre, nel maxi decreto che il Governo ha varato per rispondere alle richieste di Bruxelles, cioè la manovra bis, spunta l’ipotesi di allungare il numero delle rate concesse a coloro che hanno presentato domanda.

La rottamazione per qualcuno sarà un problema

Per aderire alla rottamazione delle cartelle, i contribuenti hanno compilato e spedito alla sede territoriale di Equitalia, della loro zona di residenza, il modello DA1. Con il modello, i contribuenti hanno aderito alla definizione agevolata, cioè alla rottamazione dei propri #debiti. La sanatoria prevedeva la cancellazione dagli importi dovuti di interessi di mora e sanzioni. Uno sconto importante perché di fatto, per i richiedenti, resterebbe da pagare solo l’importo del tributo evaso e gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo.

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Nella richiesta, i cittadini hanno potuto scegliere di pagare in unica soluzione o in 5 rate, il debito che Equitalia deve ricalcolare al netto degli sconti concessi. Il lasso di tempo concesso per completare l’operazione pagamenti rateali però è ristretto, con il 70% del debito da pagare nelle prime 3 rate, tutte in scadenza nel 2017, mentre la restante parte andrebbe versata entro settembre 2018. Se per coloro che hanno debiti di poche migliaia di euro, l’esiguo numero di rate e l’arco temporale concesso, non dovrebbero rappresentare un problema grave, diverso il caso di chi deve cifre ingenti. In questo caso si tratta di 5, autentiche, maxi rate, con cifre elevate che, in primo luogo hanno sconsigliato molti dall’aderire alla definizione agevolata. Per chi ha aderito senza farsi bene i conti invece, nasce il concreto rischio che non si possa far fronte al pagamento delle rate. In questo caso, si perderebbero i benefici della sanatoria e non si potrebbe più chiedere alcuna dilazione al Concessionario.

In pratica, il debito tornerebbe alle cifre iniziali, con interessi e sanzioni e andrebbe sanato in unica soluzione.

Una mano a chi non potrà pagare

Un problema questo che è alla base di una proposta che ha fatto capolino tra gli emendamenti al decreto sulla manovra bis. L’ipotesi è di allungare da 5 ad 8 le rate concesse a coloro che si vedranno accettata la richiesta di rottamazione. Le modalità ed i limiti temporali però non sono ancora chiari, perché la proposta rientra in un maxi emendamento che prevede anche correttivi sulla tassazione del gioco di azzardo o della cosiddetta Web tax. Gli emendamenti alla manovra correttiva scadono giovedì 11 maggio e solo allora il quadro della proposta sarà completo.

Le spiegazioni di Equitalia

Come dicevamo, la rottamazione, anche se ha terminato il suo corso, con la scadenza delle istanze, continua ad avere bisogno di chiarimenti. Equitalia ha reso pubbliche le sue risposte ai quesiti dei contribuenti. Entro il prossimo 15 giugno, Equitalia invierà ai contribuenti la risposta alla loro richiesta di definizione agevolata. Nella risposta, ci saranno gli importi dovuti, le cartelle per le quali è stata accettata la rottamazione tra quelle inserite in domanda, gli importi delle rate e le loro scadenze. Solo per i contribuenti che risiedono nei comuni colpiti dal terremoto, la scadenza delle istanze è posticipata di un anno. Equitalia poi conferma come il pagamento della prima rata faccia decadere d’ufficio eventuali altri piani di dilazione precedenti e che non saranno più riattivabili. Diverso il caso di un contribuente che non versa nemmeno la prima rata, perché in questo caso Equitalia considererebbe come non accettata la sanatoria offerta. In questo caso si potrebbe tornare a pagare le vecchie rate. Il mancato pagamento di una rata, o il suo pagamento ridotto, fa decadere dai benefici della sanatoria, ma quanto pagato verrà defalcato dal residuo dovuto.