Durante queste giornate pre-natalizie, tra le altre, a tenere banco l'imminente scadenza del #Canone Rai dovuto per l'anno 2018. Facile quindi imbattersi nei discorsi di amici, parenti o magari sulle seguitissime pagine social, in cui ognuno dice la sua in merito alla tassa tra le più odiate dai contribuenti: quella relativa alla detenzione dell'apparecchio televisivo. In genere, le domande ricorrenti sono sempre le stesse: quando scade l'abbonamento alla televisione? Quanto si deve versare? Come fare per non pagare il canone? Se non pago cosa rischio? Bene, se anche voi fate parte di questa folta schiera di persone, ansiose di informarsi sulle modalità di versamento, sugli importi dovuti e, magari, anche sulle possibili conseguenze penali poste in essere dall'Agenzia delle Entrate nei confronti degli immancabili "furbetti" delle tasse, siete nel posto giusto.

A seguire, vi daremo conto dettagliatamente sulle modalità di pagamento relativo all'abbonamento Tv [VIDEO], chi non deve pagare, cosa fare per inviare l'autocertificazione per essere esentati dal balzello.

Abbonamento Tv, ecco chi non deve pagare

Se è la scadenza a preoccuparvi, nulla avete nulla da temere. Infatti, con l'ultima delibera sulla Legge di Stabilità 2016 il Governo ha posto fine all'obbligo di versamento dell'#abbonamento Tv. Allora non si paga più, potrebbe pensare qualche male informato... Sbagliato! La procedura è stata accorpata alle bollette della Luce, quindi calcolata in automatico. Per cui, se si è in possesso di apparecchio atto a ricevere trasmissioni radiotelevisive, non bisognerà far altro che pagare normalmente i bollettini emessi dal nostro gestore di fornitura elettrica.

Il costo dell'abbonamento Rai per il 2018 conta in totale 90 euro, distribuiti in 9 comode rate da 10 euro cadauna che andranno a sommarsi alle somme relative ai consumi fatti registrare sull’utenza della luce. Tale importo è relativo alla sola casa di residenza, anche in caso di possesso di più immobili, da versare una sola volta per nucleo familiare. Chi è esentato dal pagamento del Canone Rai? La legge dice che se non si hanno in casa apparecchi televisivi non si ha l'obbligo di versare il contributo. Lascia quindi al cittadino il solo obbligo di presentare una dichiarazione di non detenzione del televisore, entro la scadenza stabilita. Attualmente, il termine utile per poter presentare domanda di esenzione è stato fissato al 31 gennaio 2018, con possibilità invio già dal 1° luglio 2917.

Autocertificazione di non detenzione del televisore: come fare?

Prima di dare info su come fare l'autocertificazione per non pagare il canone [VIDEO], vogliamo fare chiarezza sui termini di invio.

A tutt'oggi, ecco le scadenze da tenere a mente:

  • dal 1° luglio al 31 gennaio dell’anno seguente, per essere dispensati dal pagamento per l'anno in cui cade il 31 gennaio (facciamo un esempio pratico: una dichiarazione fatta a ottobre 2017 avrà effetto per l'intero 2018);
  • dal 1° febbraio al 30 giugno se invece si vuol essere esonerati dal pagamento sul il secondo semestre del medesimo anno (Quindi, per esempio: se la dichiarazione viene fatta al aprile 2018 l'effetto cadrà su tutto il secondo semestre del 2018 stesso).

Per poter inviare l'autocertificazione di non detenzione del televisore le opportunità sono tre:

  • su internet, attraverso l'apposito modulo presente all'indirizzo web "agenziaentrate.gov.it", attivando il link "Schede", quindi aprire "Canone tv" ed infine accedere a "Dichiarazione sostitutiva";
  • oppure, consigliato per i meno esperti in informatica, rivolgersi al proprio Caf di fiducia, oppure ai professionisti abilitati;
  • infine, tramite raccomandata senza busta, da spedire a: Agenzia delle Entrate Ufficio di Torino 1, S.A.T. – Sportello abbonamenti tv – Casella Postale 22 – 10121 Torino. E’ d'obbligo, in questa fase, allegare un documento di riconoscimento non scaduto.

In caso di falsa documentazione, ovvero non corrispondente alla realtà, le conseguenze saranno di tipo penale. In effetti, il reato a cui si andrà incontro sarà quello relativo a falso in atto pubblico, dunque passibile di reclusione fino ad un massimo di 2 anni.