Il bonus di 80 euro sarà cancellato dalla prossima riforma fiscale allo studio del Governo. Lo ha affermato il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, durante la trasmissione televisiva di Rai3 “Agorà”, nel corso della quale si è anche soffermato sulle coperture del Decreto Famiglia che, sostiene il ministro, al momento non sono ancora state trovate.

Riforma fiscale, il bonus 80 euro sarà cancellato

Il ministro Tria torna a mettere in dubbio la prosecuzione del bonus Irpef di 80 euro.

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Interpellato sul tema della prossima riforma fiscale, alla quale il Governo Lega-M5S dovrà mettere mano dopo le elezioni europee, Tria ha colto l’occasione per sottolineare che, nell’ambito di un riassetto delle norme fiscali e dell’introduzione della Flat Tax per le famiglie, anche il bonus di 80 euro dovrà essere riassorbito. Un annullamento dovuto, secondo il ministro, al fatto che quella adottata dal Governo Renzi nel 2014 “Tecnicamente è stata una decisione sbagliata” in quanto, oltre ad essere stato fatto male, gli 80 euro risultano come spesa e non come un vero e proprio sconto fiscale.

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Possibilista è apparso il ministro sull’introduzione della Flat Tax per le famiglie, fortemente voluta dalla Lega di Salvini, per la quale si potrà studiare un percorso a tappe che tenga contro del fatto che c’è un bilancio da rispettare.

Per il provvedimento a firma M5S, invece, il Decreto Famiglia che il viceministro Di Maio avrebbe voluto approvare prima delle elezioni europee, Tria fa sapere che non sono ancora state trovate le coperture, suscitando così le ire del capo politico del Movimento 5 Stelle che ha precisato a stretto giro: “un miliardo per le famiglie lo abbiamo trovato noi e se non ha capito gli possiamo spiegare come”, riferendosi alla cifra risparmiata con il reddito di cittadinanza ma sulla quale Tria ha ricordato che se ci sarà questo risparmio si saprà solo a fine anno e per questo motivo il provvedimento è stato rinviato.

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Politica Matteo Salvini

A chi spetta il bonus Irpef di 80 euro

In attesa di sapere come finirà la vicenda del bonus 80 euro, ricordiamo che questo è stato introdotto, sotto forma di sconto Irpef, da Renzi proprio alla vigilia delle scorse elezioni europee a beneficio dei lavoratori dipendenti con un reddito tra gli 8 e i 26mila euro l'anno. Il successivo Governo Gentiloni ha ampliato la platea dei beneficiari fino ai redditi di 26.600 euro, in modo da includere anche i lavoratori della pubblica amministrazione.

Secondo i dati delle ultime dichiarazioni dei redditi, i beneficiari sono complessivamente 11,7 milioni di contribuenti, con una spesa di circa 10 miliardi di euro, anche se, successivamente, 1,8 milioni di soggetti hanno dovuto restituire il contributo per aver superato, a consuntivo, il tetto di reddito massimo previsto per il riconoscimento del beneficio.

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