A partire dal 16 ottobre gli italiani potrebbero ricevere dall'Agenzia delle Entrate (a mezzo posta o Pec) nove milioni di cartelle esattoriali. La data da cerchiare in rosso viene segnalata in un articolo pubblicato da Il Messaggero a firma di Andrea Bassi e Michele Di Branco. Nel pezzo si segnala il fatto che presto diversi soggetti giuridici (contribuenti, Partite Iva e imprese) saranno chiamati a saldare il dovuto, nonostante il periodo difficile, causato dall'emergenza coronavirus.

Cartelle esattoriali post Covid

L'esordio del pezzo risulta piuttosto eloquente. "L'argomento è considerato quasi un tabù.

Troppo alto il polverone politico che si rischia di sollevare". Si tratta di espressioni d'esordio che mirano al fatto che la classe dirigente potrebbe aspirare a trovare una soluzione prima che le circostanze finiscano per avere una ribalta mediatica. Pare, infatti, che all'interno del governo ci siano ministri e tecnici che abbiano già cerchiato la data in rosso. E non solo perché quella sarà la data in cui bisognerà inviare la legge di Bilancio (forse con il Recovery Plan) a Bruxelles, ma anche perché sarà la vigilia di una scadenza che potrebbe portare milioni di atti ai cittadini italiani.

Pace fiscale potrebbe essere giustificata dalle contingenze

Il Messaggero segnala che si potrebbe parlare quasi di "bomba sociale".

Il quotidiano romano segnala, infatti, che all'interno del governo si starebbe facendo strada l'ipotesi di trovare una soluzione che possa evitare di mettere ulteriormente in difficoltà gli italiani. L'ipotesi di un rinvio non sembra quella più accreditata, tenuto contro che avrebbe unicamente la funzione di spostare più avanti il problema.

Si inizia, invece, a ragionare all'ipotesi di una nuova "pace fiscale". Non sarebbe una novità, ma ad alimentare l'idea potrebbero esserci le contigenze che raccontano come il Paese sia nella più grave crisi dal dopoguerrra. "Anche - scrive Il Messaggero - cancellando una parte di quel magazzino di cartelle che vale ormai mille miliardi ma che, tutti sanno, essere per due terzi totalmente inesigibili".

Non resta che attendere quale sarà la strategia che i vertici del Paese intenderanno adottare. Non bisogna, inoltre, dimenticare che per il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri presto arriverà il momento di scrivere la prossima legge di Bilancio. Un'incombenza mai semplice, ma che quest'anno sarà contraddistinta dalla necessità di farla in circostanze senza precedenti.

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