L’Italia sta piano piano divenendo un paese orientato al digitale, gli italiani sono ormai a pieno titolo considerabili un popolo di internauti: questa in estrema sintesi l’istantanea della società italiana emersa dal decimo rapporto Censis/Ucsi relativo alla componente comunicazione.

Il rapporto ha fotografato ed immortalato una realtà mediatica in profonda evoluzione, con internet assoluto protagonista anche per quel che concerne i dati sull'ascolto televisivo; l’ammontare di navigatori e internauti risulta incrementatosi del 9% rispetto al 2011, dato questo che se implementato da un punto di vista globale ed aggregato fa si che la quota di popolazione on-line salga al 62% del totale.

Aumenta poi il numero di possessori di smartphone (+ 10%) e di quanti si dotano di un profilo Facebook (+16% rispetto al 2011), i quali oggi costituiscono il 66,7% sulla quota globale di internauti.

Il consumo mediatico - accentuato dalla tendenza sempre più massiccia di condividere telematicamente il proprio vissuto con il resto dei navigatori web - rappresenta oggi un qualcosa dalla collocazione fissa e stabilizzata, una componente talmente radicata da aver spinto Giuseppe De Rita e Giuseppe Roma (rispettivamente Presidente e Direttore generale del Censis), in sede di presentazione del rapporto, a definire la nostra un’epoca biomediatica e nettamente orientata ad una dieta mediale capace di scandire ritmi e tempi della nostra esistenza.

La televisione risulta il mezzo nettamente più seguito dagli italiani (il 98% della popolazione ne fa un uso assiduo), ma nonostante ciò si evidenzia una netta tendenza di diversificazione per quel che concerne l’atto di fruizione: risulta infatti in netto incremento la visione di canali satellitari (+ 2%), di web tv (+1,9 %) e di mobile tv (+1,8%).

A certificare infine come il popolo italiano stia compiendo una sostanziale migrazione verso il poliedrico universo della multimedialità il dato relativo ai lettori dei quotidiani cartacei, in calo di quasi il 3% rispetto al 2011; per converso le testate on line possono vantare un 2% in più di contatti, segno di come la rassegna stampa digitalizzata e personalizzata del mattino sia ormai divenuta una sorta di rito irrinunciabile per l’italiano medio.