Amazon e Apple hanno presentato due brevetti per vendere e-book, canzoni, video, film e applicazioni varie di seconda mano. Qualcuno la definisce la "rivoluzione democratica" e nel web le novità sono come le ciliegie: una tira l'altra.

L'arrivo sul mercato degli e-book ha cambiato il mondo della cultura in maniera radicale, anche se in Italia il mercato, con circa 7 mila titoli disponibili, e' ancora inferiore all'1% del mercato librario (negli Usa sfiora il 18%, in UK il 3%).

Dai 12 milioni di e-reader venduti nel mondo nel 2010, siamo passati a circa 58 milioni compresi i tablet che sono in costante aumento e continueranno a crescere, grazie all'accessibilità con le formule flat mensili dei principali operatori telefonici.

Unico vincolo da superare dunque per accedere ad un e-book già letto è quello relativo alla legge sul diritto d'autore: dopo la vendita, l'editore perde il controllo sulla copia che verrà acquistata e rivenduta.

Forse ci saranno delle limitazioni dell'uso del file, ma le rivoluzioni non si possono fermare e se il problema sarà legale, i colossi multinazionali si metteranno d'accordo, come è sempre accaduto.

IfBookThen, il primo convegno dedicato al futuro dell'editoria digitale, ci dice che era inevitabile, è l'evoluzione della specie. Il diritto d'autore verrà finalmente riscritto, l'opera può essere scambiata e venduta alla luce del sole con un grandissimo vantaggio: il mercato sarà molto più ampio.

Il web non ha confini e la maggiore circolazione di opere a prezzi sempre più bassi è un rischio ma anche un'opportunità, si conquisteranno infatti persone che prima non avrebbero comprato un libro.

Attendiamo gli sviluppi di quella che sarà molto probabilmente la vendita della licenza d'uso del file (e-book o altro). A un passo dal possibile, la tecnologia è ciclica e stavolta il patrimonio potrebbe diventare davvero collettivo.