Squadra che vince non si cambia. Questo vecchio detto che per il calcio è sempre un evergreen, di solito non ha portato bene nel mondo dei videogiochi. Non sembrano però essere scaramantici alla EA che per la prossima edizione di FIFA 14 sembrano sfidare la cabala. Stesso gioco, stesse modalità, stessi telecronisti, stesso testimonial e persino stessa data di uscita.
Nel 2011 FIFA uscì in America il 27 settembre ed in Europa il 29, nel 2012 è arrivata nel nostro Continente tra il 26 ed il 27 settembre, e la storia si ripeterà quest'anno: le date saranno sempre 26 e 27 settembre.
Ma perché due giorni diversi? L'uscita del 26 a quanto pare riguarderà le versioni di base, ovvero quelle che avranno tutte le feature ma nulla di più, ed un prezzo stabilito di 69,98 euro.
Per Xbox 360 e PlayStation 3 sono previste le Limited Edition che costeranno 10 euro in più e conterranno alcuni contenuti digitali ed una cover per iPhone, e queste usciranno il giorno successivo. Ma non finisce qui. È prevista un'ulteriore data per FIFA 14 che è quella del 3 dicembre ed è il giorno in cui uscirà sulle console di nuova generazione, Xbox One e PlayStation 4.
Ma cosa ci sarà di nuovo in questo gioco? A dir la verità molto poco. Come dicevamo, la cover è sempre la stessa (Messi), i telecronisti pure (Caressa-Bergomi), il motore grafico sarà nuovo solo sulle console next-gen e l'impressione è che gli sviluppatori si siano concentrati, sul fronte novità, soltanto per quanto riguarda le nuove console visto che su quelle vecchie il gioco somiglierà tantissimo a FIFA 13.
Non che sia un male, il gioco dello scorso anno era ottimo, ma spendere 70 euro per un titolo uguale solo con le rose aggiornate sembra un po' eccessivo.
La modalità speciale Ultimate Team è confermata anche in questa versione, così come l'EASFC, la community virtuale che lega milioni di giocatori in tutto il mondo, mentre le novità in-game come il Pure Shot (uno stile di tiro più realistico) ed il miglioramento nella fisica dei calciatori sono poco percepibili visto che anche lo scorso anno entrambe queste caratteristiche erano ben sviluppate. Il suo punto di forza restano comunque le licenze visto che ci sono praticamente tutti i campionati più importanti del mondo, alcuni anche con le serie minori come la Serie B italiana, per un totale di oltre 15 mila calciatori originali.