Mentre il governo Letta ha varato il pacchetto lavorogiovani e avviato il maxi piano per i tagli alle spese e alle tasse d'autunno,per abbassare la pressione fiscale dei contribuenti, continuano le proteste dei lavoratori, iniziate i primi di giugno, contro i 1.4000 esuberi previsti dal piano di ristrutturazione della Indesit Company, e per 500 lavoratori "messi in libertà", a causa di un "fermo produttivo".

In merito alla grave emergenza del settore produttivo cheprovocherà il licenziamento di centinaia di operai, e della mancanza di futuroeconomico produttivo del Paese, dovuto a una progressiva delocalizzazioneindustriale, il coordinatore nazionale Uilm del settore elettrodomestici Gianluca Ficco ha dichiarato: "Ilministro Zanonato intervenga in modo deciso e coraggioso su Indesit e asostegno dell'intero settore degli elettrodomestici.

Se il processo di delocalizzazione e deindustrializzazione andrà avanti incontrastato, per il 99% degli italiani non ci sarà più un futuro. Il tessuto imprenditoriale delpaese è a pezzi".

Intanto continuano in questo week atipico di fine giugno leproteste dei sindacati e degli operai presso i siti dell'azienda, peril "fermo produttivo"dei lavoratoria rischio, dopo che l'azienda ha inviato un comunicato ai lavoratori di Fabriano, Melano e Albacina, in cui scrive"Costretta a effettuare il fermo produttivo"e che prevede una ripresa dell'attivitàindustriale soltanto il 2 luglio.

Ma mentre il titolo sale a Piazza Affari con un +2,34% a 5,39 euro, sale anche la tensione aicancelli dei due presidi, della protesta, che diventeranno permanenti nelleprossime ore, con slogan gridati al megafono, contro il piano diristrutturazione dell'azienda, e AndreaCocco della Fim, ha dichiarato: "Stiamo valutando con i nostri legali se lacomunicazione di Indesit è corretta, sia dal punto di vista sostanziale siaformale".