Garantire un'istruzione superiore di qualità a tutti, accrescere l'occupabilità dei laureati e rafforzare la mobilità quale strumento per migliorare l'apprendimento: sono tre degli obiettivi da raggiungere per il 2020 fissati dai Ministri dell' Istruzione di 47 stati dell'Unione a Bucarest l'anno scorso. In 4 lettere: MOOC, ovvero piattaforme di e-learnign che raccolgono corsi di differenti discipline (alcuni arrivano fino a 12 lingue) organizzati in lezioni, aree di discussione e di verifica e che convogliano docenti delle università più importanti del mondo.
Esplosi nel 2012, i MOOC sfornano esperti certificati in praticamente ogni disciplina
In Nord America
Tutto ha origine in Canada negli anni '80 quando un gruppo di ricercatori lavorava alle possibilità delle reti di apprendimento e nel 2005 formò una community di educatori che mettevano a disposizione contenuti didattici liberi. 3 anni dopo Dave Cormier, a capo del gruppo di ricerca canadese del primo corso interattivo (CCK08), conia il termine MOOC "Massive Open Online Course". Da quegli anni il digital knowledge iniziò anche a cavalcare l'onda dell'open access, così che i primi MOOC già furono spazi di collaborative learning aperti a chiunque fosse interessato.
"Imparerò, perché malgrado la completa mancanza di qualifiche mi sono iscritto al corso online numero CS221: Introduzione all'intelligenza digitale (…) Lezioni e compiti pubblicati e automaticamente valutati online ogni settimana.
Esami finali a metà semestre a scadenze rigide. E alla fine gli studenti che hanno completato il corso hanno un attestato di partecipazione ufficiale. L'opportunità ha fatto impazzire tutto il mondo, basti pensare che due terzi dei miei 160 mila compagni di corso vivono fuori dagli Stati Uniti". Questo quello che racconta Steven Leckart, giornalista di Wired US, riferendosi al primo corso online della Standford University avviato nel 2011 da Sebastian Thurn e Peter Norvig. Questi due personaggi hanno messo in piedi il MOOC più peculiare, Udacity (da audacity e university), che include docenti leader per presenza scenica, attori di videolectures e materiali didattici ed esclude invece tutti i docenti che non abbiano presa televisiva.
Ma in America non è l'unico MOOC, pullulano i massive online courses, alcuni nomi: Coursera, Khan Accademy e Edx.
In Europa
In Europa esiste OpenupEd, supportato dall'Unione Europea, lanciato nell'aprile 2013. È coordinato da EADTU (associazione delle università a distanza europee) e coinvolge 11 Paesi UE. Anche in questo caso alcuni corsi generano crediti formali utili all'ottenimento di un diploma: per otternerlo gli studenti devono versare tra i 25 e 400 euro per il certificato.
I MOOC risultano così proporsi come garante e allo stesso tempo database di esperti potenziali lavoratori utili ad imprese e aziende. Non è un segreto che molti MOOC in America hanno ambizione di diventare grandi società di business.
Al di là di quest'aspetto, senz'altro interessante per ragionare sul futuro del ruolo dell'insegnamento e dell'editoria, una dimensione europea per i MOOC sembrerebbe auspicabile, poiché i massive online courses si prestano ad essere un buon strumento per il raggiungimento degli obiettivi fissati dall'UE.