Con l'arrivo del virtuale, la Password è diventata una parte integrante della nostra vita. Ormai in tutto ciò che facciamo sul web e non (si pensi al codice di accesso utilizzato anche nei vecchi telefoni), questa chiave d'accesso ci permette di entrare in tutte le nostre attività: dal lavoro ai passatempi, fino alle mail. E ogni volta la scelta di quella parolina magica diventa un problema: in genere tendiamo ad usare sempre la stessa in tutte le occasioni, ma abbiamo anche il dubbio che sia facilmente individuabile da estranei. E così ci chiediamo: ci metto la data di nascita?
Oppure il nome della mamma? O meglio della fidanzata? Della squadra di calcio preferita? O ancora, una serie di numeri senza senso? E via discorrendo. Meglio complicata o semplice, per non rischiare di scordarsela? Il portale specializzato in privacy, attivo da oltre 10 anni, SplashData ha stilato una classifica delle password più erroneamente utilizzate, perché troppo semplici. Dando però anche consigli su quali invece usare.
Quelle più facili da rubare
Le password più usate sono quelle più banali e scontate. Al primo posto ci troviamo serie numeriche da 1 a 6, da 1 a 5 e da 1 a 8. Poi ci sono quelli che utilizzano le serie di lettere suggerite dalla tastiera, come "qwerty". Ancora peggio usare il nome della squadra beneamata o la propria data di nascita.
Tutte queste rientrano nella Top 100, sebbene il sito dica anche che tra esse, la Top 25 rappresenta solo il 2,2% delle password utilizzate. Una magra consolazione, se poi le altre 75 resistono alla tendenza.
Quali è meglio utilizzare?
Quali invece SplashData ci suggerisce? Quelle composte da almeno otto caratteri, mixati tra lettere e numeri e magari pure qualche segno grafico. Del resto spesso sono gli stessi siti a suggerirci di farlo soprattutto quelli che contengono dati e servizi delicati. Inoltre, meglio non usare la stessa password su diversi siti. Altrimenti il malintenzionato ci frega su più fronti. E voi siete prudenti? Avete deciso di cambiarla dopo aver letto ciò?