Che Twitter fosse entrato nelle nostre vite lo si era capito. Termini come hashtag o espressioni come twittare sono sempre più adottate anche nel gergo comune. Dal Papa al calciatore, dal politico alla rockstar, dalla velina alla grande testata giornalistica hanno tutti il loro profilo sul social dei cinguettii che grazie al meccanismo del following ci permette di seguire anche chi è molto distante da noi, in tutto.
La facilità con cui Twitter permette di interagire con chi è al di fuori della cerchia dei nostri conoscenti, delle amicizie, lo poneva in vantaggio in quella che sembra una sfida fra titani con l'altro social che ha cambiato le nostre vite: Facebook, quest'ultimo è probabilmente più immediato nell'utilizzo rispetto al social dell'uccellino azzurro ma con la pecca di non dare quella sensazione di vicinanza con i propri idoli tipica nell'utilizzo di Twitter. Ma ultimamente una nuova tendenza sta prendendo piede tra i fanatici del tweet: seguire e commentare in diretta ciò che si guarda in televisione grazie a degli hashtag mirati, spesso presenti tra i primi posti fra le tendenze. E così si nota che spesso i dati altisonanti del numero di spettatori ripetuti dai presentatori come un moderno 'credo' non sono poi così benevoli come vogliono farci credere.
Non pochi (al contrario, forse troppi) sono i commenti negativi, spesso ironici, ma quasi sempre impietosi che il popolo del web accompagna alla visione di un Festival di Sanremo, di una fiction o di un reality che forse non faranno la storia della televisione ma che nessuno è obbligato a seguire, in fondo si può sempre cambiare canale, d'altronde siamo tutti in grado di usare il telecomando, grande strumento di democrazia dei giorni nostri.