Nell'era dell'informatica, si è sovente paventato il rischio che i giornalisti siano sostituiti da programmi capaci di elaborare testi in automatico, inserendo in essi solo qualche input. E che la selezione delle news sia affidata prevalentemente, se non del tutto, ad algoritmi. Il tutto, mettendo così il fattore umano sempre più ai margini del sistema giornalistico. Eppure, guardando le scelte recenti di alcuni colossi dell'informatica, sembra proprio che non sia così e che ci si voglia ancora affidare a professionisti in carne ed ossa per produrre e pubblicare news.
Un esempio in tal senso ci viene dato da quello che ad oggi viene considerato forse il top del top in termini di tecnologia mobile: Apple. Ma pare che anche altri colossi stiano seguendo questa linea.
Apple recluta giornalisti
Come riporta Il Messaggero, l'azienda fondata da Steve Jobs ha deciso, per la sua applicazione News, di formare una squadra di "editor" ad hoc con base in California. Apple News è una app che è stata presentata la settimana scorsa alla Conferenza degli sviluppatori: il suo lancio è previsto per autunno col sistema operativo iOS 9, il quale offrirà agli utenti una selezione di notizie in collaborazione con grosse realtà editoriali internazionali in un formato destinato proprio ai dispositivi mobili.
La app sarà lanciata inizialmente in prova negli Usa, in Uk e Australia. Il servizio non sarà un semplice aggregatore, come fa ad esempio Flipboard. Infatti Apple ha pubblicato un vero e proprio annuncio-inserzione per reclutare redattori con almeno cinque anni di esperienza e formazione giornalistica. Tra le mansioni che si richiedono, vi è quella di saper 'riconoscere materiale originale e coinvolgente che difficilmente potrebbe essere identificato da un algoritmo'. Dunque persone, in carne ed ossa, che sappiano distinguersi da una mera calcolatrice.
Altri esempi
Apple vuole così distinguersi da Flipboard e Instant Articles di Facebook, basati prevalentemente su algoritmi. Yahoo! invece lo scorso gennaio ha lanciato News Digest ed ha una vera e propria redazione di professionisti.
Da par suo, Google ha lanciato Digital News Initiative, che vuole superare il mero sistema aggregatore qual è Google News. Infine, anche SnapChat, che fornisce come noto chat «usa e getta», pure ha annunciato di selezionare giornalisti per raccontare le prossime elezioni che si svolgeranno negli States nell'autunno 2016. Magari partendo dalle Primarie dei Repubblicani.
Insomma, il giornalismo tradizionale è ancora vivo e vegeto, anche nell'era digitale. Scongiurata dunque una guerra a mo' di Terminator tra tecnologie fredde e giornalisti. Almeno per qualche anno. Nel frattempo speriamo che annunci di selezioni di giornalisti arrivino anche per sedi redazionali nel nostro Paese. Se però avete ottima dimestichezza con l'inglese e voglia di viaggiare, potreste anche già candidarvi per la sede californiana.