Il Giro d’Italia 2016 rimane il momento più amaro nella carriera di Steven Kruijswijk. L’allora 29enne olandese sembrava destinato a raggiungere un traguardo storico: vincere un grande giro. Invece, complice una caduta, si ritrovò quarto e senza nemmeno una vittoria di tappa. Kruijswijk, vestito di rosa nell'ultima settimana della corsa, perse terreno in modo drammatico nella discesa dal Colle dell’Agnello, un momento che condizionò irrimediabilmente la sua classifica finale.

'E' chiarissimo che si stava aggrappando alla macchina'

Tuttavia, il ricordo più vivido resta la tappa della cronoscalata all’Alpe di Siusi, dove il corridore olandese fu battuto per pochi decimi di secondo da un atleta semisconosciuto: Alexander Foliforov.

Il russo, una meteora nel panorama del ciclismo, vinse quella tappa come un lampo, per poi sparire dal professionismo a soli 26 anni.

A distanza di anni, Jos Van Emden, ex compagno di squadra di Kruijswijk, ha lanciato pesanti accuse sul modo in cui Foliforov avrebbe ottenuto quella vittoria. Intervistato da Wielerrevue, Van Emden si è detto convinto che il corridore russo abbia barato durante la cronometro, sostenendo che i suoi cambi di posizione nel percorso fossero troppo anomali per essere spiegati con la sola forza fisica.

"A un certo punto Foliforov era indietro di oltre mezzo minuto, e poi improvvisamente si trovava in netto vantaggio su Steven, per poi perdere nuovamente molto tempo sul traguardo – ha dichiarato Van Emden – È chiarissimo che si stava aggrappando alla macchina".

Il racconto del corridore olandese si fa più intenso quando rivela di aver affrontato direttamente Foliforov sull’argomento in due diverse occasioni, già durante il prosieguo di quel Giro e poi nuovamente a distanza di alcuni anni. Nonostante la barriera linguistica, Van Emden cercò di ottenere una spiegazione: "Lui parlava pochissimo inglese, mi aiutò un ragazzo che fece da interprete. Gli dissi: ‘Dimmi come hai fatto davvero a vincere quella cronometro’. Lui si limitò a rispondere chiedendomi come avessi vinto io la crono del 2017, e io replicai: ‘A differenza tua, pedalando forte’".

'Kruijswijk chiuderà la carriera senza tappe nei grandi giri'

Un confronto duro, che però non ha portato a chiarimenti.

Sorprende che, già in epoca di smartphone diffusi, nessuno abbia documentato in modo inequivocabile ciò che accadde quel giorno, lasciando spazio a dubbi e sospetti che ancora oggi lasciano l’amaro in bocca. Per Kruijswijk, la mancata vittoria di tappa è stata una ferita profonda, soprattutto perché sarebbe stata l’unica in carriera in un grande giro.

Van Emden sottolinea la delusione provata dal compagno di squadra, capace però di rimanere concentrato sull’obiettivo più grande: la classifica generale. Ma riconosce anche che quella situazione non possa essere passata inosservata né indifferente. "Steven chiuderà la sua carriera senza una vittoria di tappa in un Grande Giro. È un peccato per un corridore del suo calibro", conclude amaramente.