Da quando esiste la rete internet, malintenzionati del web hanno creato sempre nuovi virus pronti a colpire ignari cyber utenti. Nel corso degli anni, siamo stati sottoposti a vari tentativi di ''abboccamento'': mail che ci invitano a guardare foto di donne avvenenti o a cliccare un nuovo sito interessante; banner sparsi e qua e là sui siti; trojan inseriti in portali che si inseriscono nel personal computer senza che noi neanche ce ne accorgiamo. Certo, ci sono gli antivirus. Ma non sempre bastano. Bisogna stare attenti a dove si mettono (virtualmente parlando) i piedi in rete, a cosa si clicca.

Il pericolo è sempre dietro l'angolo. Ora l'ultima trovata riguarda un virus travestito da Google Chrome, il browser attualmente più in uso dagli utenti. Già è stato colpito il 6,3% degli italiani nel solo mese di gennaio. Ma come riconoscerlo? E cosa comporta se malauguramente ci si incappa dentro? Scopriamolo di seguito.

Come si presenta

Il virus si traveste da Google Chrome. Ovvero, ''finge di essere'' il file necessario per installareil browser Chrome di Google. A individuarlo è stata la società Eset, che ha anche affermato che gli italiani sono il popolo più colpito da esso. Come detto, già sei italiani su cento. Il file si presenta come chrome.exe, ma per riconoscerlo basta notare che non siafirmato digitalmente e che sia le informazioni relative alla versione che quelle sul nome del prodotto sono state cancellate.

Pertanto, prima di installarlo, è meglio controllarne tutte le proprietà. Si presenta altresì in una grandezza pari a quarantacinque Megabyte, proprio come quello originale, al fine di ingannare l'utente fino in fondo. Eset, oltre ai soliti suggerimenti per evitare brutte sorprese, ricorda anche che per far sì che antivirus e firewall siano realmente efficaci occorre sempre aggiornare le ultime patch di sicurezza rilasciate da Microsoft. E ricorda anche come questi file vadano sempre scaricati dai siti ufficiali e non da uno qualsiasi.

Cosa comporta

Ma quali problemi comporta? Come spiega la stessa Eset sul proprio Blog ufficiale, una volta che viene installato sul pce viene eseguito, decomprime tutti i suoi file pericolosi nella cartella dei file temporanei e si configura al fine di essere avviato ogni volta assieme al sistema.

È come se li prendesse in ostaggio e poi si riavvia assieme al computer. Per liberarsene poi gli hacker chiedono un riscatto in bitcoin. I file che questo ransomware può crittografare sono oltre un centinaio e riguardano estensioni più comuni quali.txt, .doc, .jpg, .gif, .AVI, .MOV e MP4.