Secondo le indiscrezioni rese note da un documentario in uscita questa settimana negli States, gli Stati Uniti avrebbero sviluppato negli anni passati un piano per un massivo cyber-attacco contro le principali infrastrutture dell'Iran, pronto a essere messo in atto nel caso in cui i negoziati sulla questione nuclearefossero falliti. Il nome in codice di questa missione, sempre secondo le fonti, sarebbe stato "NITRO ZEUS". Lo scopo dell'attacco quello di mandare in tilt la rete elettrica, le difese aeree e i servizi di comunicazione, ciò secondo i dettagli riferiti al New York Times.

Tuttavia il vero obiettivo sarebbe stato ancora più difficile da colpire: il sito di arricchimento nucleare di Fordo, considerato un obiettivo quasi impossibile da colpire poiché incastonato tra le montagne e le gole nei pressi della città di Qum. Il proposito sarebbe stato quello di far "crashare" il sistema computerizzato del sito, disabilitando così i software che si occupano dell'arricchimento dell'uranio.

Secondo la fonte Alex Gibney, la missione Nitro Zeus sarebbe stata "il più grande e più complesso piano di cyber-attacco che gli Stati Uniti abbiano mai creato", ancora più tecnologico e sofisticato del vecchio "Olympic Games", utilizzato da USA e Israele per attaccare le centrifughe nucleari iraniane di Natanz.

Al servizio della missione, sempre stando al documentario, vi sarebbero stati centinaia di hacker professionisti che, dalla base remota di Fort Meade in Maryland, sarebbero riusciti a penetrare nei sistemi iraniani, dando così manforte all'operazione di terra e aria che sarebbe certamente seguita per scongiurare l'ipotesi di un attacco nucleare da parte dell'Iran.

Lo stesso piano sarebbe stato elaborato e a tratti reso noto come vero e proprio deterrente per spingere il governo iraniano ad accettare le condizioni dei negoziati sul nucleare condotti in questi anni.

Non sono comunque mancate le polemiche, sia a livello internazionale che negli stessi Stati Uniti. In particolare parecchie agenzie di stampa, e anche comitati interni all'amministrazione Obama, hanno sollevato la questione morale legata all'attaccare infrastrutture "civili" - come la rete elettrica - che di fatto possono condurre a catastrofi umanitarie.

Tuttavia, polemiche a parte, il piano esisteva realmente.

E ciò dà solo una vaga idea di come gli scenari di guerra, da qui ai prossimi venti anni, sono destinati a mutare radicalmente. Forse, va detto, parte di ciò che Hollywood cerca di raccontarci non è poi solo frutto della mente di fantasiosi sceneggiatori o abili romanzieri.

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