Oggi si concluderà la straordinaria avventura della sonda Rosetta.Lanciata il 2 Marzo 2004 dall'ESA per studiare la Cometa 67/P Churyumov-Gerasimenko, impatteràsul lobo più piccolo del corpo celeste, proprio dove si persero le tracce del lander Philae,in seguito al suo rocambolesco atterraggio, ma in una posizione diametralmente opposta.A tale proposito, il direttore della operazioni spaziali della missione, Paolo Ferri, ha dichiarato all'Ansa: "Per l'atterraggio è stata scelta una zona nella quale ci sono grandi pozzi che mostrano l'interno della cometa.

Siamo molto interessati a fare foto ravvicinate delle pareti. Non sappiamo se ci riusciremo, ma questo è il nostro obiettivo".La regione di contatto è, in effetti, ricca di crateri di grande interesse scientifico perché da essi scaturiscono gas e polveri che potrebbero rivelare molto sulla composizione del corpo celeste.

Impossibile il recupero della Sonda

Il Nature News riferisce che la missione terminerà con l'impatto della sonda sulla cometa perché la distanza dal Sole è così elevata da non consentirle di ricevere una quantità di energia sufficiente per mantenerla in vita.Del resto la possibilità di ibernare Rosetta, in attesa di una sua riaccensione in prossimità della nostra stella, sarebbe inutile perché è previsto che le basse temperature dello Spazio profondo danneggeranno la sonda e i suoi strumenti.

L'area del contatto, denominata Ma'at, è collocata a circa due chilometri dal luogo in cui giace la navicella Philae.La traiettoria per raggiungerla è stata pensata per massimizzare l'assorbimento della luce solare. La sua corsa finale verso il lobo minore del corpo celeste catturerà immagini spettacolari e uniche.Gli scienziati sperano di utilizzare le telecamere di Rosetta per immortalare, in particolare, i fianchi della fossa Ma'at , immagini che potrebbero raccontare molto sul processo di formazione della 67/P.Altri strumenti studieranno per la prima volta gas, polveri e particelle ionizzate di una cometa.Secondo uno dei responsabili della missione, Patrick Martin, le immagini di Rosetta saranno inviate dalla sonda pochi secondi prima dell'impatto e questo mette in agitazione gli studiosi.

Manovre di atterraggio in atto

Le manovre di atterraggio (o accometaggio), sono iniziate Sabato scorso, 24 Settembre, giorno in cui Rosetta ha modificato la sua orbita collocandosi su una nuova traiettoria, ideale per mettersi nella posizione giusta per affrontare la discesa finale.Lunedì 26 Settembre, alle 11,40, ora italiana, la sonda dell'ESA ha compiuto il 'burn', la manovra necessaria per il trasferimento finale.Nella tarda serata di Giovedì 29 Settembre, alle 22,50, ora italiana, una breve accensione dei propulsori di bordoha portato Rosetta in rotta di collisione con la cometa 67/P.

La sonda ha cominciato la sua discesa in caduta libera per coprire, in 13 ore e mezza, il tratto spaziale, (19 chilometri), che da quel momento la separa dalla cometa.In questo frangente la sonda, con i propulsori spenti, ha cominciato a raccogliere dati scientifici, analogamente a quanto fece il lander Philae.Soloalle 12,40 del 30 Settembre,Rosetta toccherà il corpo celeste, con un margine di errore di circa 20 minuti.La conferma della riuscita della missione perverrà agli scienziati solo 40 minuti dopo l'atterraggio a causa della distanza Terra-sonda.Il margine di incertezza potrebbe venire ampiamente ridotto con le misurazioni dei parametri orbitali compiuti nelle ultime ore della missione.

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