‘No Man’s Sky’, forse il titolo per PS4 e Microsoft Windows più atteso degli ultimi anni, il gioco che avrebbe dovuto cambiare il gaming così come lo conosciamo oggi, si è rilevato assolutamente non all’altezza sia delle aspettative dei clienti sia del marketing che lo ha caratterizzato. Proprio per questo motivo, l’ASA (cioè la ‘Advertising Standards Authority’) ha avviato una vera e propria indagine riguardo la correttezza e la veridicità della pubblicità pre-release del gioco.

Pubblicità ingannevole?

Chi ha seguito con particolare attenzioni gli sviluppi e le dichiarazioni del team di sviluppo di ‘No Man’s Sky’, sa perfettamente che lo stesso Sean Murray, ideatore del titolo, si è spesso preso la responsabilità di esporre e pubblicizzare al grande pubblico il proprio prodotto.

Non trattandosi di una persona sufficientemente preparata nel campo del marketing, non è mai riuscito a rilasciare dichiarazioni chiareed esaurienti riguardo il gioco, anzi, spesso ha avvertito gli spettatori che in realtà la sua creazione non era quel capolavoro che si sentiva dire in giro. Ma chi faceva girare queste voci? I trailer di gameplay di ‘No Man’s Sky’ in cui erano presenti features, immagini e video assolutamente non presenti nel gioco effettivo venivano messi online dalla stessa ‘Hello Games’, la casa di produzione, e dalla software house ‘Valve’, le quali ora sono sotto indagine e dovranno rispondere di ‘pubblicità ingannevole’.

Da top a flop in meno di 2 mesi

Non è certamente la prima difficoltà che ‘No Man’s Sky’ sta incontrando nella sua strada, infatti dopo aver venduto moltissime copie dal ‘day one’, cioè il 10 agosto 2016, stanno aumentando vertiginosamente le richieste di rimborso da parte di utenti scontenti che si aspettavano di avere tra le mani completamente un altro gioco rispetto a quello che in realtà si ritrovano.

All’interno del gioco, infatti, si possono esaminare piante e animali di tantissimi pianeti (Murray afferma siano infiniti) e viaggiare da una galassia all’altra, ma andando ad indagare meglio queste creature sono caratterizzate da movimenti e comportamenti banali e semplici, quasi appartenenti ad un’altra era videoludica, per non parlare della totale assenza del multiplayer e di un HUD decisamente diverso da quello realmente presente.

Molti parlano di truffa e di presa in giro da parte di Murray e della Hello Games, che dovranno ora rispondere delle proprie bugie, e forse sono un po’ troppo duri, ma quello che è certo è che ormai il marketing è capace di grandi cose… anche di grandi disastri.

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