Si dice che al cane "manchi la parola" e il detto comune si avvicina alla realtà. Uno recente studio pubblicato da poco su "Scientific Reports" porta alla luce un metodo di comunicazione canina che si avvicina di parecchio a quello umano: la mimica facciale. La ricerca sulle espressioni canine è stata condotta dall'Università di Portsmouth, in Inghilterra, e il team, guidato dalla prof.ssa Kaminski ha scoperto che i cani usano volontariamente alcune espressioni del muso per comunicare uno stato d'animo agli umani. La novità non sono le espressioni, che tutti i mammiferi hanno in comune, ma la volontà di usarle per comunicare.

La mimica facciale usata per comunicare

La mimica facciale è una caratteristica comune a tutti i mammiferi, compreso l'uomo, ed è una componente adattativa del comportamento. Sicuramente molte espressioni manifestano riflessi involontari o uno stato emotivo, e quindi sono diverse da un comportamento voluto o intenzionale. Lo studio però mette in dubbio che tutte originano da comportamenti involontari, soprattutto se si tiene contro della mimica utilizzata dai Primati, i più evoluti tra i mammiferi dopo l'uomo. Le scimmie, infatti, adottano alcune espressioni solo in presenza di altri animali, come se la loro espressione fosse mirata all'esternazione di un sentimento, che implica la comprensione di come un atteggiamento possa essere recepito.

Prima di questa ricerca il fenomeno non era stato riscontrato in specie diverse dai Primati: la Kaminski e i suoi colleghi hanno esaminato a lungo la mimica dei cani ed hanno verificato che essa è influenzata notevolmente dalla presenza umana.

L'esperimento

Sono stati esaminati 24 cani di 24 razze diverse: i cani sono stati osservati all'interno di una stanza in cui uno sperimentatore rivolgeva loro le spalle oppure il volto. Nella stanza era presente anche del cibo a rappresentare uno stimolo di diversa natura, e cioè non sociale, in grado di eccitare i sensi degli animali, per determinare se potesse distoglierli dal manifestare qualsiasi richiesta con la mimica. Tutte le spressioni canine sono state filmate con delle videocamere e dall'analisi successiva dei filmati, gli sperimentatori si sono accorti che quando l'operatore nella stanza mostrava il volto agli animali, questi aumentavano significativamente i movimenti del muso, oltre a produrre una maggior frequenza di espressioni vocali.

Quando invece volgeva loro le spalle i movimenti e le vocalizzazioni diminuivano, in assenza o presenza di cibo. Si è notata un'intenzione "di comunicare" che aumenta quando si stabilisce un contatto visivo con il volto di un essere umano. I cani sono coscienti che in quel momento possono avere l'attenzione dell'uomo e ciò significa che il sistema cognitivo ed emotivo dei notri amici a 4 zampe sia molto più evoluto di quello che abbiamo sempre creduto.