Una novità è in arrivo per il mondo delle neuroscienze e per quello della realtà digitale. Sarà presto disponibile online un nuovo database interamente dedicato alla raccolta e categorizzazione dei neuroni umani. Si tratta di una novità assoluta nel campo delle scienze e delle scoperte neuronali, non soltanto per la sua accessibilità a tutti gli utenti digitali, ma soprattutto perchè per la prima volta vengono utilizzati neuroni umani "vivi". Infatti i neuroni raccolti nella banca dati non vengono estratti dai cadaveri che hanno già raggiunto la morte cerebrale.

La novità di questo database disponibile online risiede proprio nel fatto che vengono raccolti tessuti di scarto cerebrale ottenuti da interventi chirurgici.

La banca dati di cervelli online

Grazie allo studio condotto dall'Allen Institute for Brain Science su neuroni umani, è stato possibile raccogliere e catalogare tessuti di scarto da interventi chirurgici di 39 pazienti. La materia cerebrale estratta è stata poi conservata per tre giorni fuori dal corpo umano, in modo da mantenere funzionalità e l'anatomia dei neuroni umani. Questo ha reso possibile un avanzamento nella pratica delle neuroscienze. Infatti attraverso questa ricerca è stato ricavato il profilo genetico di circa 16000 neuroni, e informazioni sull'attività elettrica di 300 neuroni.

Inoltre 100 tra questi 300 neuroni sono stati ricostruiti in 3d.

Un nuovo traguardo per le neuroscienze

L'accessibilità online del database permetterà a tutti gli utenti digitali (e non soltanto ad una cerchia ristretta) di accedere alla raccolta di neuroni umani. Questo porterà conseguentemente all'avanzamento delle neuroscienze, grazie a contributi esterni.

Ovviamente il progetto di creare un database online per neuroni non si ferma a questo punto, ma prosegue verso un progressivo lavoro da parte di neurologi e neuroscienziati per poter ampliare in modo esauriente l'archivio e riuscire a catalogare tutti i tipi di neuroni possibili. Per far questo è stato però necessario l'aiuto dei pazienti affetti da patologie quali l'epilessia e tumori cerebrali, a cui è stato chiesto il consenso per poter estrarre alcuni tessuti di scarti cerebrali in seguito a interventi chirurgici. Solo in questo modo è infatti possibile mantenere l'effetto "vivo" dei neuroni, e poter studiare la conseguente attività cerebrale negli esseri umani.