Alan Turing creò nel 1942 la prima macchina dotata di intelligenza artificiale per decifrare i codici tedeschi durante la guerra. Oggi le grandi multinazionali come Google e Facebook investono milioni nella ricerca, al pari delle Università di tutto il mondo che fanno a gara per creare sistemi sempre più intelligenti. L’Istituto di Genomica del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti ha presentato una ricerca che dà le basi a futuri studi per il miglioramento della medicina. Simon Doux, a capo del progetto, ha usato degli algoritmi di apprendimento autonomo per rilevare le sequenze genetiche di una famiglia di virus, gli Inovirus: il sistema ha identificato 10mila specie di cui 6mila sconosciute.Questo è un enorme passo avanti nelle applicazioni dell’Intelligenza Artificiale (IA): i computer così addestrati sono in grado di rilevare sequenze e pattern in tempi estremamente inferiori rispetto a quelli dei ricercatori umani.

I virus si replicano così velocemente che sono molto più sensibili alle mutazioni genetiche e identificare nuove specie è un lavoro durissimo, ma le IA riescono a estrapolare gli schemi genetici da miliardi di dati. Anche la politica sarà rivoluzionata. Un software Microsoft è stato utilizzato da Suimon e Isami, due ricercatori giapponesi, per analizzare le espressioni facciali del governatore della Banca Centrale Europea. Il volto di Mario Draghi è stato scandagliato in modo da predire il contenuto delle affermazioni durante le conferenze stampa riguardo il futuro della politica monetaria europea. Emotion Api, il software utilizzato, ha identificato le espressioni di frustrazione e di tristezza del governatore che marcano annunci di tagli, per esempio per l’emissione di eurobond.

La Cina, in tutto questo, fa passi da gigante.

Il futuro delle IA

Il dragone cinese ha appena superato gli USA, che da quarant’anni erano sulla vetta, per numero di pubblicazioni: oltre il 25% di articoli scientifici in più nel 2018. I motivi sono evidenti: la mole di dati che deve trattare il colosso orientale, con oltre un miliardo di abitanti, possono venir gestiti propriamente solo dalle IA e, non da meno, il futuro dell’economia si gioca sullo sviluppo di sistemi intelligenti per le aziende, di veicoli automatici come la Google car, di riconoscimento dei volti umani con scopi di sicurezza e di marketing.

In Italia lo stato ha appena finanziato l’AGID (Agenzia per l’Italia Digitale) con 5 milioni di euro: lo scopo è portare l’intelligenza artificiale all’interno della Pubblica Amministrazione. Uffici pubblici, tribunali e ospedali potranno beneficiare di questo intervento. Il trattamento dei dati, la diagnosi medica, i procedimenti giudiziari sono lenti e gravano sul bilancio statale: la ricerca sulle IA aiuterà sia i cittadini sia i dipendenti statali.