La paura che il mondo si stia indirizzando verso una distopia simile a quella descritta da Orwell nel romanzo 1984 è sempre più diffusa, ora più che mai, per validi motivi.

Sorveglianza governativa

Governi come quelli di Cina e Russia oramai sono riconosciuti per una sorveglianza pesante e intensa sui propri cittadini, sostenuta da censure e tecnologie che sembrano tratte da un film di fantascienza, soprattutto dopo la notizia che i poliziotti cinesi sono ora dotati di un dispositivo per il riconoscimento facciale in tempo reale.

Ma quando ad applicare sistemi simili di sorveglianza è il colosso occidentale delle vendite Amazon, la paura si fa più forte.

Una serie di documenti diffusi dalla American Civil Liberties Union dimostra come amazon stia vendendo un sistema di riconoscimento facciale alle forze dell'ordine americane, chiamato "Amazon Rekognition"

Il software

Questo software si può allacciare o integrare ai sistemi di sorveglianza già presenti nelle città, quali videocamere di sorveglianza sparse per la città e telecamere installate sulle uniformi delle forze dell'ordine, e permette di rivelare l'identità o i movimenti di uno specifico individuo, in tempo reale.

Uno degli esponenti principali di Black Lives Matter, associazione attivista americana, ha riportato per prima il danno che un software simile potrebbe portare, descrivendolo come una "ricetta per l'autoritarismo".

Le accuse al Ceo di amazon

In poco tempo, più di 40 associazioni - compresa la ACLU - hanno inviato lettere a Jeff Bezos, Ceo di Amazon, chiedendo un fermo nella vendita di questi strumenti di sorveglianza ai governi, sottolineando i rischi che potrebbero portare. La risposta è stata una presa di posizione del Ceo dell'azienda sul fatto che un dispositivo non può essere vietato solo perché ne sia possibile un uso illecito.

Inoltre l'azienda ha sottolineato che il software il questione può essere di aiuto nei casi di persone scomparse, aggiungendo che tutti i clienti che lo acquistano sono obbligati per contratto ad utilizzarlo responsabilmente e osservando la legge.

Secondo diversi opinionisti però, le parole di Bezos sono tutto fuorché rassicuranti: il rischio è infatti quello di fornire a governi non democratici strumenti che permettono di scovare i dissidenti politici con maggiore facilità, oltre che permettere una profilazione allarmante in contrasto con gli ultimi passi avanti nella protezione della privacy.