Nelle passate settimane i possessori di Whatsapp avevano fatto i conti con lo strano Momo, una bambolina nipponica che pareva essere uscita da un film horror. Dopo aver archiviato le immagini leggermente terrificanti di Momo, spunta la minaccia Oliva. Un nuovo pericolo [VIDEO] che sta infestando le chat del servizio di messaggistica Whatsapp, il più usato al mondo, attraverso una sorta di raggiro che consiste nel fingersi un contatto conosciuto ma che in realtà non lo è.

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Olivia, un nuovo pericolo per le chat

Alcuni possessori del servizio di messaggistica l'hanno chiamato "utente del male", un personaggio al quale è stato dato il nome di Olivia, nome molto comune che però sta mettendo a repentaglio l'esperienza online di diversi milioni di utenti [VIDEO].

Non poteva essere scelto mezzo differente per diffondere link di dubbia provenienza poiché il servizio a livello mondiale maggiormente usato è proprio WhatsApp. Ma in cosa consiste questa minaccia?

La finta Olivia alla ricerca di prede

Allo steso modo di ciò che succedeva con Momo nella chat potrebbe arrivare un messaggio che apparentemente proviene da un contatto già memorizzato, che altro non è però che Olivia: il finto contatto ha come scopo quello di far credere che si tratta di un'amica di un amica per far cadere in trappola gli utenti più ingenui. In un primo momento la conversazione si fa blanda finché, dopo aver acquisito la fiducia dell'utente, Oliva manda un messaggio con un link che porta a siti di dubbia provenienza. Nel dettaglio si tratta di contenuti porno a pagamento. Il nuovo fenomeno che sta imperversando sul servizio è già noto alle forze dell'ordine che stanno cercando i responsabili: la polizia ha già avvisato tramite Twitter gli utenti del web sul pericolo che sta circolando sugli smartphone.

Il funzionamento di Olivia

Quanto appena rivelato su Olivia fa parte di un meccanismo decisamente semplice ma molto pericoloso se riesce ad arrivare allo scopo per il quale è stato creato. L'avatar, poiché ha dietro l'operato di autori umani, finge di essere un utente del tutto reale e per tale motivo nella maggioranza dei casi riesce a convincere la vittima. Una volta aperto un link, per i minori (e non solo) il rischio è quello di osservare contenuti pornografici nella maggioranza dei casi anche a pagamento. Olivia mira anche ad impossessarsi degli estremi bancari degli utenti che cascano nella trappola tentati da immagini alquanto ambigue.