Le frontiere della robotica si spingono sempre più innanzi, ed uno dei problemi più complessi è se sia o meno possibile una sorta di autocoscienza dei robot. Un team di ricercatori della Columbia University di New York, coordinato da Hod Lipson, ha valutato la possibilità di un braccio robotico di acquisire autoconsapevolezza di sé e della propria interazione con l'ambiente circostante. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista "Science Robotics".

Le frontiere della robotica: lo studio

La consapevolezza di sé stessi e del proprio corpo appare ovvia nell'uomo, in realtà è il frutto dello sviluppo e dell'apprendimento.

Consente di interagire in modo ottimale con l'ambiente circostante: prendere solo gli oggetti desiderati senza urtarne altri, muoversi tra ostacoli di varia natura e reagire adeguatamente agli imprevisti. Caratteristica indispensabile per tutti, ancor più per gli sportivi, soprattutto se ad alto livello. Il miglioramento delle performances passa necessariamente per una migliore autocoscienza fisica e psichica: è possibile ricreare tutto ciò nei robot, e come? Il gruppo di ricerca è da tempo impegnato nell'espandere le frontiere della robotica. Ha quindi costruito un braccio meccanico, e lo ha fatto muovere per tre ore di fronte ad uno specchio. Il braccio era circondato da una serie di videocamere.

Dotato di una rete deep neural, era tuttavia privo di qualsivoglia informazione circa la propria forma.

I risultati dello studio

Durante il tempo prefissato, il braccio robotico si è mosso sfruttando tutte le modalità possibili. I dati relativi ai movimenti e quelli registrati dalle telecamere sono successivamente stati analizzati dalla sua intelligenza.

Tramite tale feedback e relativa analisi, il braccio ha acquisito una sorta di autocoscienza della propria forma e delle modalità dei propri movimenti. Ne è derivato qualcosa di analogo al fenomeno dell'autoapprendimento, acquisito dalla macchina senza intervento umano. Grazie a ciò, il robot è poi riuscito a raggiungere e toccare target presenti nell'ambiente, senza urtare altri ostacoli presenti.

Inoltre, i ricercatori hanno volutamente indotto alcuni malfunzionamenti nel braccio. Malgrado ciò, il robot è comunque riuscito ad eseguire correttamente i compiti richiesti. Quest'ultima parte è significativa, in quanto potrebbe indicare che le frontiere della robotica si possono allargare sino a dotare i robot di una capacità di analisi, previsione e relativo auto-adattamento.

Le prospettive future

I risultati ottenuti possono ricordare una forma di auto-modellamento, un livello assai primitivo di autocoscienza. Si è ovviamente ancora molto lontani dai livelli presenti negli esseri umani, ma anche da quelli esistenti negli animali. Tuttavia, si tratta di una caratteristica essenziale per interagire con la realtà circostante, tenendo conto degli imprevisti ed adattando le proprie reazioni a simili variazioni. I campi di applicazione nella pratica, una volta confermati ed eventualmente sviluppati questi risultati, sono potenzialmente moltissimi.