Al Consumer Electronics Show (CES) 2026, Teradar ha compiuto un passo cruciale nella percezione automobilistica avanzata: ha presentato Summit, il suo primo sensore a banda terahertz per auto. L’annuncio, arrivato il 5 gennaio 2026, segna l’ingresso di una nuova categoria di sensoristica che promette di superare i limiti di radar e lidar, garantendo visione ad altissima definizione anche in condizioni meteorologiche avverse. Summit è un sensore solid‑state, senza parti in movimento, che sfrutta il cosiddetto “Goldilocks band” tra microonde e infrarossi, offrendo lunga gittata, alta risoluzione e affidabilità in ogni condizione.

La tecnologia in mostra al CES 2026

L'annuncio segue l’uscita di Teradar dallo stealth mode e il recente Series B da 150 milioni di dollari, destinati a validare il sensore e accelerarne l’adozione. Il nuovo Summit viene presentato come “primo sensore a lunga portata e alta risoluzione progettato per prestazioni elevate in qualsiasi condizione meteo”. Si tratta di una tecnologia che unisce la robustezza dei radar – funzionanti anche in pioggia, neve o nebbia – con la chiarezza e il dettaglio dei lidar, ma a costi contenuti e senza elementi meccanici complessi.

Caratteristiche tecniche e potenzialità di Summit

Teradar basa il suo approccio su un motore modulare a chip solid‑state, il Modular Terahertz Engine (MTE), configurabile per soddisfare requisiti di gamma e risoluzione diversi a seconda del livello di autonomia del veicolo (dall’ADAS a L5).

L’azienda dichiara una risoluzione angolare fino a 0,13°, fino a 20 volte più dettagliata dei radar automobilistici oggi in commercio, e una portata superiore a 300 metri, con rilevamento affidabile anche di piccoli oggetti come detriti stradali o pneumatici a distanza.

Il ruolo della banda terahertz

Lo spettro elettromagnetico terahertz si colloca tra le lunghezze d’onda delle microonde e dell’infrarosso, offrendo una via di mezzo ideale: penetrante come il radar, ma con dettagli e densità di informazione paragonabili al lidar. Secondo alcune analisi, questa banda supera le limitazioni di entrambi i sistemi: resiste alla dispersione da nebbia, pioggia o polvere e permette di catturare nuvole puntiformi più fitte, senza dipendere dalla luce visibile e senza richiedere laser costosi o meccanismi mobili.

Le sfide del mercato e il potenziale di Teradar

Teradar ha già avviato collaborazioni con cinque importanti case automobilistiche tra Stati Uniti ed Europa e tre fornitori Tier‑1, mirando a comparire su veicoli in produzione entro il 2028. La tecnologia rende plausibile un sistema a costi comparabili al radar, evitando i maggiori costi dei lidar, e promette una produzione scalabile grazie all’affidabilità dei chip solid‑state.

Il contesto evidenzia anche i limiti delle alternative: un fornitore di lidar ha recentemente presentato istanza di fallimento a causa della concorrenza e dei prezzi elevati. Questo scenario evidenzia un terreno altamente competitivo e la necessità di proposte che uniscano prestazioni, costo e scalabilità.

Le prospettive per l'automazione SAE L3

Summit può essere una leva decisiva per portare l’automazione SAE L3 nella produzione di massa. Offre un sensore robusto, capace di “vedere” a oltre 300 metri, distinguere un pedone di notte e anticipare rischi anche nei peggiori scenari climatici – il tutto senza parti meccaniche e a un costo contenuto. È un modello che mette in discussione l’attuale sistema sensoriale basato su radar, lidar e fotocamere separate, proponendo invece un’alternativa affidabile e performante, integrabile nei sistemi esistenti.

In sintesi, Summit non è solo un nuovo sensore: rappresenta una nuova categoria nell’evoluzione dell’automotive sensing. Apre la strada a veicoli più sicuri, autonomi e accessibili, ridefinendo il confine tra percezione e integrazione economica, con potenziali ricadute su sicurezza, mobilità e automazione di massa.