La Cina si pone all’avanguardia globale vietando i mancorrenti nascosti, diventati simboli di design nei veicoli elettrici. Il Ministero dell’Industria e della Tecnologia dell’Informazione (MIIT) ha formalizzato, in un provvedimento pubblicato il 2 febbraio 2026, il divieto delle maniglie «invisibili» e motorizzate a partire dal 1° gennaio 2027. Sarà obbligatoria l’adozione di aperture meccaniche visibili, sia all’interno sia all’esterno delle portiere, con un periodo di adeguamento fino al 2029 per i modelli già approvati. La Cina diventa così il primo Paese a introdurre una normativa di questo tipo su scala nazionale.
Radici del divieto: dati e incidenti
La decisione delle autorità è scaturita da una serie di incidenti ad alto impatto mediatico. In particolare, porte non apribili dopo collisioni, come nel caso della Xiaomi SU7 coinvolta in un incidente a Chengdu, hanno sollevato allarmi tra soccorritori e consumatori. Quando i sistemi elettrici venivano disabilitati in seguito all’urto, impedivano la fuoriuscita dei passeggeri. Il fatto ha alimentato un dibattito sulla praticità e affidabilità dei sistemi motorizzati in situazioni critiche. La mancanza di un meccanismo meccanico affidabile ha richiesto ai soccorritori di rompere i finestrini per accedere all’interno.
Statistiche raccolte precedentemente al provvedimento confermano rischi concreti: test condotti da C‑IASI hanno rilevato un tasso di funzionamento post‑urto del 67% per le maniglie elettroniche contro il 98% dei modelli tradizionali.
Inoltre, nel 2024, il 47% degli incidenti correlati a guasti delle maniglie ha riguardato modelli nascosti, con un’impennata del 132% nelle lamentele relative a dita schiacciate, soprattutto di bambini.
Dettagli tecnici del nuovo regolamento
Il MIIT ha definito regole stringenti: ogni portiera (esclusi i portelloni) deve avere un’apertura esterna con maniglia meccanica, affiancata da spazio minimo per la mano pari a 6 cm × 2 cm × 2,5 cm. All’interno, la maniglia meccanica deve essere chiaramente visibile, con segnaletica permanente che ne indichi l’utilizzo in emergenza. Modelli già approvati hanno tempo fino a gennaio 2029 per adeguarsi.
Impatto sull’industria automobilistica
Il mercato cinese, il più vasto per penetrazione dei veicoli elettrici, vede circa il 60% dei 100 modelli più venduti dotati di maniglie invisibili o a scomparsa.
Marchi come BYD, Geely, SAIC, Xiaomi, NIO, Xpeng e molti altri dovranno riconfigurare il design dei propri veicoli per rispettare i nuovi requisiti. Si prevede una revisione delle linee di produzione con possibili ritardi su nuovi lanci, oltre a un ritorno di una progettazione più orientata alla praticità rispetto all’estetica futuristica.
Alcune case internazionali osservano con attenzione. Tesla, oggetto di indagini da parte della NHTSA negli Stati Uniti per la difficoltà di accesso alle maniglie manuali nei Model Y e Model 3, potrebbe essere influenzata dall’evoluzione normativa in Cina, data la sua significativa presenza nel mercato locale.
Un effetto domino globale?
Il nuovo standard cinese potrebbe consolidarsi come benchmark globale, grazie al peso strategico del Paese nella produzione e distribuzione automobilistica.
L’obbligo di ritorno a soluzioni meccaniche, più affidabili in condizioni estreme, potrebbe alimentare analoghi interventi normativi in Europa e Stati Uniti, dove già oggi cresce l’attenzione verso la sicurezza passiva e l’accessibilità in situazioni di emergenza.
In conclusione, la Cina imprime una svolta pragmatica nel design automobilistico, assegnando la priorità alla sicurezza e alla funzionalità nella progettazione delle porte. In un’epoca di veicoli sempre più automatizzati, questo provvedimento ripristina un principio basilare: non basta che la tecnologia sia elegante, deve soprattutto proteggere le persone.