La startup Venice emerge come una nuova forza nel settore dell’identity management, puntando a sfidare player consolidati come CyberArk e Okta. Fondata poco più di due anni fa, l’azienda conta già 35 dipendenti e ha recentemente concluso un round di finanziamento Series A da 20 milioni di dollari, guidato da IVP e Index Ventures. Venice dichiara di aver già sostituito fornitori storici in alcune aziende Fortune 500, dimostrando un potenziale di crescita rapido e significativo.

Un approccio tecnologico e organizzativo distintivo

A capo di Venice vi è Rotem Lurie, ex product manager in Microsoft per Defender for Identity e figura con esperienza pregressa in Axis Security e nel venture capital focalizzato sulla cybersecurity.

Lurie ha definito una strategia basata su due pilastri fondamentali: un prodotto capace di operare efficacemente sia in ambienti cloud che on-premises, una sfida tecnica notevole che apre le porte alle infrastrutture enterprise ibride; e una drastica riduzione dei tempi di implementazione per le soluzioni di Privileged Access Management (PAM). Grazie all’automazione basata sull’intelligenza artificiale, Venice promette di passare da tempi di implementazione che vanno dai 6 mesi ai 2 anni a circa 10 giorni.

Strategia concorrente e contesto di mercato

Il mercato dell’identity management è altamente competitivo, dominato da attori come CyberArk, leader nel PAM, e da figure di spicco nell’Identity and Access Management (IAM) più ampio quali Okta, Microsoft Entra, SailPoint e Ping Identity.

CyberArk, in particolare, si distingue per la sua offerta completa di soluzioni PAM e identity security, recentemente potenziata tramite acquisizioni strategiche. Tuttavia, l’adozione rapida e la modularità automatizzata offerte da Venice potrebbero rappresentare un vantaggio competitivo cruciale. Il mercato IAM, valutato oltre 24 miliardi di dollari nel 2025 e in crescita, suggerisce che vi sia spazio per nuovi contendenti in grado di portare agilità e innovazione.

L’iniezione di fiducia dei VC e la prospettiva futura

L’investimento da parte di IVP testimonia la fiducia nel potenziale di Venice. Cack Wilhelm di IVP ha lodato l’approccio audace di Lurie, paragonandola a figure di successo nel settore.

L’urgenza di proteggere gli accessi in un contesto dove gli agenti AI espandono le superfici d’attacco è un altro fattore che alimenta l’interesse degli investitori. Il team di Venice è distribuito tra Israele, dove si concentra la R&D, e il Nord America per le attività go-to-market. Un aspetto distintivo è la composizione del team, con quasi la metà di donne, un elemento non comune nel settore della cybersecurity, che Lurie vede come un modo per attrarre nuovo talento femminile.

Scenario competitivo: può davvero superare CyberArk?

Il confronto con CyberArk è ambizioso. Venice punta a differenziarsi per rapidità, semplicità di deployment e copertura ibrida, aspetti che potrebbero mettere in difficoltà fornitori più strutturati.

CyberArk, dal canto suo, continua a rafforzare la propria leadership, anche attraverso una focalizzazione crescente sulla gestione delle identità macchina (machine identity security) come motore di crescita per il 2026. L’azienda ha inoltre consolidato un modello di piattaforma integrata, capace di coprire l’intero ciclo di vita dell’identity security. Venice dovrà dimostrare di poter costruire rapidamente una profondità simile per evitare di rimanere un’alternativa di nicchia.

La domanda chiave rimane se l’industria sarà disposta ad accogliere una pluralità di vincitori o se si assisterà a un consolidamento attorno ai player già affermati. Venice gioca la carta del time-to-market e dell’AI come acceleratore di adozione.

La risposta definitiva arriverà nei prossimi 12-18 mesi, quando l’efficacia del suo approccio verrà testata su larga scala. Venice rappresenta una scommessa sull’innovazione, la velocità e l’adattabilità, con il potenziale di ridefinire il paradigma dell’identity management.