In un contesto in cui è raro che metà dei co‑fondatori di una startup abbandonino il progetto, xAI, l’azienda AI fondata da Elon Musk, ha registrato un significativo esodo interno. Almeno sei dei dodici co‑fondatori, unitamente a diversi ingegneri senior, hanno lasciato l’azienda, sollevando interrogativi sulla stabilità e sulla direzione strategica del progetto.
Il quadro delle dimissioni
Secondo quanto ricostruito, negli ultimi giorni altri due co‑fondatori hanno annunciato la loro uscita da xAI, portando a sei il numero totale di fondatori dimissionari.
I comunicati pubblicati su X da Yuhuai (Tony) Wu e Jimmy Ba, rispettivamente leader del reasoning e responsabile della ricerca e sicurezza, parlano di nuovi inizi e di progetti futuri, sebbene il contesto sia quello di una riorganizzazione interna. La situazione è ulteriormente aggravata dalla partenza, sempre nell’ultima settimana, di altri membri chiave del team tecnico: Vahid Kazemi, Hang Gao, Shayan Salehian, Simon Zhai, Ayush Jaiswal, Roland Gavrilescu e Chance Lee hanno annunciato le loro dimissioni, citando motivazioni che spaziano dalla ricerca di nuove sfide all’insoddisfazione per il clima interno.
Musk: non fuga, ma riorganizzazione “push”
In una riunione interna, Elon Musk ha spiegato che le uscite «non erano volontarie», ma una conseguenza della necessità di rendere la struttura più efficiente «a una certa scala».
Ha ribadito il concetto anche su X, affermando che la riorganizzazione «è come un organismo vivente che deve evolvere» e che ciò «ha richiesto separazioni da alcune persone».
Contesto: controversie e IPO imminente
Il clima di tensione è alimentato da questioni esterne. La controversia principale riguarda Grok, la chatbot di xAI, accusata di aver generato deepfake non consensuali e contenuti inappropriati, che hanno provocato persino un intervento delle autorità francesi. Questa crisi reputazionale arriva in un momento in cui l’azienda è stata recentemente acquisita da SpaceX e si prepara a un’IPO attesa nell’immediato futuro.
Dinamiche interne e clima innovativo
Alcuni degli ingegneri dimissionari hanno espresso, anche pubblicamente, il desiderio di costruire con maggiore autonomia.
Vahid Kazemi ha definito il panorama dei laboratori AI «noioso», auspicando nuove opportunità creative. Shayan Salehian, dopo un percorso iniziato in Twitter, ha scritto di voler contribuire a qualcosa «focalizzato sull’accelerazione della scienza». Il fatto che diversi ex dipendenti stiano già collaborando su nuovi progetti suggerisce una rete di professionisti con ambizioni comuni che considerano la drastica crescita come un potenziale freno all’innovazione.
Implicazioni future
Affrontare l’IPO con una parte significativa del gruppo fondatore in fuga potrebbe portare a una perdita di fiducia nel mercato e tra i talenti di spicco. In un settore dove reputazione e coesione tecnica sono centrali, la capacità di Elon Musk e della nuova struttura, unita a SpaceX, di ripristinare stabilità e visione condivisa sarà cruciale.
Molti osservatori vedono questa situazione come l’ennesima prova della tensione tra il desiderio di rapidità esecutiva e l’esigenza di preservare una cultura tecnica solida e sostenibile.
Questa fase segna un bivio per xAI: tra ristrutturazione necessaria e futuro da riconquistare, il cammino verso una leadership stabile e una visione unitaria sembra segnato da sfide profonde.