Il rapporto tra aziende leader nel campo dell’intelligenza artificiale e il governo degli Stati Uniti è entrato in una fase di estrema criticità. Un articolo di TechCrunch, intitolato “No one has a good plan for how AI companies should work with the government”, evidenzia una situazione di alta complessità, con rischi reputazionali e morali per le startup tecnologiche e profonde implicazioni strategiche per la sicurezza nazionale.

Una partita etica sul campo della politica

Anthropic si è distinta per le sue politiche rigorose contro l’uso dell’AI in applicazioni come la sorveglianza di massa o armi autonome.

Questi limiti hanno tuttavia portato la Casa Bianca e il Dipartimento della Difesa a definire l’azienda un “supply-chain risk”, arrivando a bandirla dal lavorare con il Pentagono. Si tratta di un provvedimento senza precedenti nei confronti di una startup statunitense.

Nel frattempo, OpenAI ha rinegoziato un accordo con il Dipartimento della Difesa. L’amministratore delegato Sam Altman ha definito l’intesa “affrettata” e “otticamente brutta”, ma ha garantito una struttura di protezione contrattuale più stratificata: uso via cloud, supervisione interna *ad hoc* e rispetto delle tre “bandierine rosse” fissate da OpenAI. Queste includono il divieto di sorveglianza di massa, armi autonome e decisioni automatizzate ad alta criticità.

Anthropic: perdita di terreno e consenso pubblico

Paradossalmente, la contestazione pubblica ha avvantaggiato Anthropic sul piano commerciale. Il suo chatbot Claude ha scalato rapidamente le classifiche delle app gratuite sull’App Store statunitense, superando ChatGPT in popolarità e download. Questo successo è dovuto a un’accelerazione nell’adozione gratuita e nell’iscrizione di utenti paganti.

In parallelo, centinaia di professionisti della tecnologia — tra fondatori, ingegneri e investitori — hanno firmato una lettera aperta contro la decisione del governo di contrassegnare Anthropic come azienda a rischio di sicurezza nazionale. Essi sostengono il ruolo cruciale delle startup etiche nella costruzione di un’AI responsabile.

Il Pentagono preme per flessibilità d’impiego

Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha imposto un ultimatum chiaro ad Anthropic: l’azienda deve consentire un utilizzo illimitato della sua tecnologia, altrimenti verranno invocati strumenti coercitivi come il Defense Production Act, oppure l’azienda sarà tagliata fuori definitivamente.

Altre grandi aziende AI, come OpenAI, Google e xAI, si dimostrano più disponibili a venire incontro alle esigenze militari. I loro modelli sono stati considerati compatibili con l’uso nelle reti interne del Pentagono, compresi Grok di xAI e Gemini di Google. Questo avviene nonostante le controversie — contenuti discutibili e definizioni ideologiche — che ne avevano già compromesso l’immagine.

Sicurezza non negoziabile o strategia isolazionista?

Un’analisi di WIRED riflette il rischio di vedere erose le prospettive di sicurezza degli AI labs quando si entra nel campo della difesa. Il confronto tra salvaguardie etiche e le esigenze operative militari potrebbe inaugurare una fase in cui le stelle polari della sicurezza vengono compromesse, minando la fiducia dell’opinione pubblica nelle tecnologie AI emergenti.

La vicenda solleva un nodo cruciale: quanto può concedersi una startup per sostenere la sicurezza nazionale senza tradire i propri valori fondanti? L’autoregolamentazione, secondo molti esperti, non è più sufficiente e rischia di trasformarsi in un boomerang reputazionale e operativo, come evidenziato da studi sul fallimento delle promesse aziendali in assenza di leggi chiare.

In assenza di una politica pubblica robusta e credibile sull’uso dell’AI nei contesti militari, si delinea uno scenario in cui prevalgono tattiche difensive, negoziazioni affrettate e reputazioni impreviste, piuttosto che principi fondati sulla trasparenza e la protezione civile.

L’unica certezza rimane che, se da un lato i governi spingono sull’acceleratore dell’AI per fini strategici, dall’altro le aziende — specialmente quelle nate sulla promessa della sicurezza — si trovano a dover scegliere tra l’esclusione e la vendita della propria anima tecnologica. È una partita che, nel 2026, sembra ancora non avere una via d’uscita condivisa, tracciata da una governance pubblica che tuteli sia la nazione che l’etica.