L'uscita di Capcom Pragmata il 17 aprile 2026 segna il ritorno della casa di Osaka a una proprietà intellettuale originale, dopo anni di silenzio e rinvii strategici (Il primo annuncio ufficiale di Pragmata da parte di Capcom risale all'11 giugno 2020 e da allora fu oggetto di numerosi rinvii e dubbi sul progetto). Ambientato in un futuro distopico sulla Luna, il gioco mette in scena il viaggio di Hugh e della piccola androide Diana, cercando di bilanciare una narrazione intima e silenziosa con un'azione "grezza ma efficace".
Un comparto tecnico di nuova generazione
Il punto di forza immediato è l'estetica. Sfruttando le capacità di PlayStation 5 Pro (con supporto ufficiale a PlayStation Spectral Super Resolution 2.0 che supera nettamente in qualità visiva il predecessore) e PC, il gioco offre un'atmosfera lunare straniante ed elegante. La colonna sonora, caratterizzata da note di pianoforte delicate (memorabile la traccia Memories are you di Yasumasa Kitagawa), amplifica il senso di introspezione durante le fasi esplorative, in netto contrasto con i temi epici e synth dei momenti più action e sparatutto del titolo.
- Visual Design: L'estetica spaziale è curata nei minimi dettagli, con un character design che richiama le opere di Shoji Kawamori.
- Performance: Su hardware di fascia alta il titolo brilla, anche se la versione per Nintendo Switch 2 mostra qualche incertezza nelle prestazioni nonostante l'uso del DLSS.
Gameplay: innovazione o ripetitività?
Il cuore dell'esperienza risiede nel rapporto tra Hugh, un possente soldato coloniale e Diana, una IA che si cela dietro l'aspetto di una bambina ma ne possiede tutte le caratteristiche umane e le ingenuità.
Quest'ultima non è solo un personaggio narrativo, ma una risorsa tattica fondamentale per l'hacking e la risoluzione di enigmi. Tuttavia, analizzando il gioco criticamente, sul lungo periodo emergono alcuni limiti strutturali:
- Durata e Linearità: Con una campagna principale che oscilla tra le 15 e le 20 ore, Capcom Pragmata è un'avventura compatta e lineare che potrebbe deludere chi cerca un open world vasto.
- Sistema di Combattimento: Sebbene il feeling dei colpi sia soddisfacente, alcuni critici sottolineano una certa ripetitività nel loop di gioco già a partire dal terzo capitolo, dovuta a meccaniche di "enigmi in combattimento" che possono risultare tediose sul lungo periodo.
- Gestione delle Risorse: Il sistema "usa e getta" di alcune armi, contrapposto a un'arma principale con tempo di recupero, spezza occasionalmente il ritmo dell'azione.
Nonostante queste spigolosità critiche, Pragmata è riuscito a ritagliarsi un posto d'onore nel panorama sci-fi grazie ad alcuni elementi di eccellenza assoluta che lo distinguono dalla massa.
Tutto il bello di Pragmata
1. Direzione Artistica e "Atmospheric Storytelling"
Il pregio più evidente è l'incredibile capacità di trasmettere un senso di solitudine e meraviglia.
- Contrasti visivi: La giustapposizione tra la tecnologia fredda e asettica della base lunare e l'umanità fragile di Diana crea una tensione estetica unica.
- Realismo dei materiali: Grazie a una versione evoluta del RE Engine, il rendering dei tessuti delle tute spaziali, dei riflessi sul casco di Hugh e della pelle di Diana raggiunge vette di fotorealismo impressionanti. Il movimento e la cura riposta nella simulazione dei capelli della bambina è spettacolare e probabilmente la migliore vista sinora in grafica real time.
2.
L'Evoluzione del rapporto Hugh-Diana
A differenza di molti "giochi di scorta", qui il legame non è solo narrativo ma meccanico:
- Sinergia nel Gameplay: Diana non è un peso, ma un potenziamento vivente. La sua capacità di manipolare la materia e l'elettronica apre soluzioni tattiche che rendono Hugh molto più potente di quanto sarebbe da solo.
- Animazioni contestuali: La cura nelle piccole interazioni (come Diana che si aggrappa alla tuta durante i salti o le sue reazioni emotive all'ambiente) crea un legame empatico che pochi titoli riescono a costruire così rapidamente.
3. Un comparto audio immersivo
L'uso dell'audio 3D spaziale è tra i migliori della generazione:
- Il vuoto lunare: Il gioco gestisce magistralmente il silenzio dello spazio, dove i suoni sono ovattati e trasmessi solo attraverso le vibrazioni delle superfici, aumentando drasticamente l'immersione.
- Colonna sonora: I temi minimalisti si integrano perfettamente con l'azione, esplodendo in arrangiamenti orchestrali solo nei momenti di massima tensione emotiva.
4.
Inventiva nelle "Set-Pieces" (Sequenze Spettacolari)
Pragmata brilla nelle sequenze scriptate che sfidano le leggi della fisica:
- Combattimenti a gravità zero: Alcune sezioni ambientate all'esterno della stazione lunare offrono una libertà di movimento e una verticalità che sfruttano appieno il senso di vertigine spaziale.
- Transizioni fluide: Il passaggio tra scene d'intermezzo e gameplay è pressoché invisibile, eliminando i tempi di caricamento e mantenendo il giocatore costantemente "dentro" il mondo di gioco.
5. Un’esperienza "premium" e focalizzata
In un mercato saturo di open-world annacquati da missioni secondarie ripetitive, Pragmata è un elogio alla linearità curata:
- Zero riempitivi: Ogni minuto di gioco è pensato per far avanzare la trama o presentare una nuova sfida visiva/meccanica.
- Rigiocabilità tecnica: La bellezza visiva spinge molti utenti a rigiocare i capitoli solo per utilizzare la modalità foto avanzata o per testare approcci diversi nelle arene di combattimento più complesse.
Cosa non funziona
Nonostante i difetti non possano minimamente sminuire i valori del titolo, Pragmata mostra il fianco e alcuni dubbi in alcune parti della produzione.
Ecco i principali punti deboli emersi nel corso della nostra esperienza:
1. Longevità e prezzo (Il "fattore ore")
Il problema più critico è il rapporto durata-prezzo. Molti utenti potrebbero considerare le circa 15 ore necessarie per completare la storia insufficienti, nonostante il titolo sia venduto a prezzo concorrenziale (59,99€ attualmente la versione base su PS Store).
2. Meccaniche di "scorta" e ritmo
Il gameplay ruota attorno alla protezione di Diana. Sebbene l'IA della bambina sia avanzata, in alcune occasioni si possono notare:
- Rallentamenti forzati: In alcune sezioni, Hugh deve muoversi a passo d'uomo o gestire animazioni di "protezione" che spezzano il ritmo dell'azione.
- Frustrazione tattica: In rari casi, l'IA di Diana può incastrarsi nella geometria dei livelli, costringendo al ricaricamento del checkpoint. Nulla che non sia risolvibile con alcune patch.
3.
Ripetitività del Combat System
Mentre le prime ore stupiscono e lasciano a bocca aperta per gli effetti particellari e il feeling dei colpi, verso metà avventura emerge una certa aridità:
- Pochi tipi di nemici: La varietà degli avversari meccanici è limitata, sia a livello di design che di approccio, portando il giocatore a usare sempre le stesse due o tre strategie, nonostante il sistema di perk e potenziamenti che non riesce ad arginare questa problematica per tutta la durata dell'avventura.
- Enigmi ambientali: Spesso si riducono a semplici compiti di hacking che diventano una routine meccanica piuttosto che una sfida intellettuale.
4. Performance su Hardware non al top
Se su PS5 Pro e PC di fascia alta il RE Engine brilla, le versioni base, pur al limite delle potenzialità dell'hardware, lasciano spazio ad alcune critiche :
- Ottimizzazione PC: Sono stati segnalati problemi di stuttering legati alla compilazione degli shader, un problema che Capcom trascina da diversi titoli.
- Versione console base: Su PS5 standard e Xbox Series X, la risoluzione dinamica scende drasticamente nelle scene più concitate per mantenere i 60fps, sporcando la pulizia visiva che è il vanto del gioco.
5.
Narrativa "criptica"
Seguendo la scia di titoli orientali come Death Stranding, la trama di Pragmata è volutamente ambigua. Molti utenti hanno criticato un finale ritenuto troppo aperto o "monco", che sembra quasi voler forzare l'attesa di un DLC o di un sequel per dare risposte concrete sulle origini di Hugh.
Voto finale
In conclusione, Pragmata si presenta come un’opera dal fascino magnetico, capace di distinguersi nel panorama videoludico moderno per la sua direzione artistica sopraffina e un’atmosfera sci-fi raramente così tangibile. Capcom ha dimostrato coraggio nel puntare su una nuova IP che privilegia l'intensità emotiva e la qualità visiva rispetto alla quantità dei contenuti, offrendo un'avventura lineare che non si perde in inutili riempitivi.
Tuttavia, il titolo non è esente da spigolosità: la longevità ridotta rispetto al prezzo di lancio, una certa ripetitività nelle fasi avanzate del combat system e alcune incertezze tecniche sulle piattaforme base rappresentano ostacoli che impediscono al gioco di raggiungere la perfezione assoluta. È un’esperienza che premia chi cerca un viaggio autoriale e tecnicamente all'avanguardia, ma che potrebbe lasciare l'amaro in bocca a chi predilige sistemi di gioco più profondi e duraturi.
In definitiva, Pragmata è un esperimento riuscito ma non in pieno: un gioiello visivo che tocca corde emotive profonde, ma che necessitava di una maggiore rifinitura strutturale per brillare di luce propria nell'olimpo dei classici. Ci auguriamo che il titolo possa avere il dovuto successo e che Capcom possa perfezionare struttura e sistemi dell'affascinante mondo di Pragmata in un secondo capitolo.
VOTO: 8.5