Grafana Labs, sviluppatore del noto software di visualizzazione web open source, ha confermato di essere stata bersaglio di un attacco hacker. L'azienda ha fermamente rifiutato di pagare il riscatto richiesto dagli aggressori, che minacciavano di divulgare il codice sorgente. L'indagine interna ha rivelato che gli hacker hanno sfruttato un token rubato, ottenendo così accesso all'ambiente GitLab della compagnia, piattaforma cruciale per lo sviluppo del codice. È stato accertato che il token compromesso non ha fornito accesso a dati dei clienti o informazioni finanziarie, limitando la violazione ai soli repository del codice sorgente.

Le contromisure di Grafana Labs

A seguito della scoperta della violazione, Grafana Labs ha prontamente invalidato il token compromesso e ha rafforzato le proprie difese implementando ulteriori misure di sicurezza per scongiurare futuri episodi. L'azienda ha inoltre ribadito che il proprio codice è per sua natura open source e liberamente accessibile al pubblico, consentendo a chiunque di scaricarlo, modificarlo ed eseguirlo. Resta da chiarire se gli aggressori abbiano sottratto anche codice o informazioni di natura proprietaria, non destinati alla libera circolazione.

La posizione contro il pagamento dei riscatti

Grafana Labs ha evidenziato la cruciale importanza di non cedere alle richieste di riscatto avanzate dagli hacker.

L'esperienza dimostra che il pagamento non offre alcuna garanzia sulla restituzione dei dati sottratti né sulla loro mancata pubblicazione futura. Al contrario, acconsentire alle richieste dei criminali informatici rischia di incentivare e finanziare ulteriori attacchi cibernetici, creando un circolo vizioso dannoso per l'intero ecosistema digitale.

Divergenze nella gestione delle estorsioni digitali

La ferma posizione di Grafana Labs si pone in netto contrasto con la scelta di Instructure, un'azienda operante nel settore delle tecnologie educative, che ha recentemente accettato di pagare gli hacker dopo essere stata colpita due volte. Questa divergenza strategica riaccende il dibattito sulla condotta più efficace da adottare di fronte alle crescenti minacce di estorsione digitale, evidenziando le complessità decisionali che le aziende devono affrontare.

Il coinvolgimento del gruppo CoinbaseCartel

L'attacco a Grafana Labs è stato rivendicato da un gruppo emergente di criminali informatici noto come CoinbaseCartel, che ha prontamente inserito il nome dell'azienda nel proprio portale dedicato alla divulgazione di dati rubati. Sebbene al momento non siano state rese pubbliche informazioni sottratte, CoinbaseCartel è già noto per aver colpito oltre cento vittime, impiegando tattiche sofisticate quali il phishing, l'ingegneria sociale e l'uso di credenziali compromesse per accedere ai sistemi target. Si ritiene che il gruppo includa affiliati di entità come ShinyHunters e Lapsus$, noti per l'impiego di strumenti avanzati di criptazione e per tecniche di spionaggio informatico mirate.

Grafana Labs ha assicurato che l'indagine sull'incidente è tuttora in corso e che i risultati completi saranno resi noti al termine dell'accertamento dettagliato.