Wirestock, una piattaforma inizialmente concepita per agevolare i fotografi nella distribuzione delle loro opere su servizi di foto stock come Shutterstock, ha completato una significativa trasformazione. Dal 2023, l'azienda si è riposizionata come fornitore di dati multimodali per i laboratori di intelligenza artificiale. Questo cambio di rotta strategico è stato recentemente consolidato da un finanziamento di Serie A da 23 milioni di dollari, guidato da Nava Ventures.

Il nuovo modello di business di Wirestock

Con un bacino di oltre 700.000 artisti e designer registrati per la raccolta dati, Wirestock è riuscita a mantenere la maggior parte dei suoi creativi, nonostante la possibilità di rinunciare al nuovo orientamento aziendale introdotto nel 2022.

Attualmente, la piattaforma fornisce dati multimodali a sei dei principali produttori di modelli di base, registrando un fatturato annuo di 40 milioni di dollari.

Per supportare questa espansione, l'azienda ha investito nella formazione del personale, concentrandosi sull'annotazione e l'etichettatura dettagliata dei dati. Sono stati inoltre creati team di vendita e di gestione aziendale per presentare proposte commerciali a grandi operatori del settore, esplorando anche nuovi ambiti come la modellazione 3D.

Contratti e criticità per i creatori

Parallelamente a questa crescita, alcune voci critiche hanno sollevato preoccupazioni riguardo a squilibri contrattuali significativi. Un'analisi approfondita di un contratto tipo proposto da Wirestock, emersa su piattaforme come Reddit, evidenzia clausole discutibili.

Tra queste, la facoltà per Wirestock di trattenere tutte le commissioni in caso di mancato rispetto delle scadenze da parte del creativo e la possibilità per l'azienda di conservare e utilizzare le opere anche in caso di risoluzione anticipata del contratto, senza adeguate protezioni per gli autori.

Un altro punto controverso riguarda i diritti di proprietà intellettuale. Il contratto prevede che Wirestock possa acquisire licenze globali, gratuite e perpetue sulle creazioni preesistenti al contratto (il cosiddetto “Background IP”). I nuovi contenuti sviluppati sotto contratto (“Developed IP”) diventano invece di piena proprietà della piattaforma. Inoltre, viene segnalata una finestra di soli sette giorni per designare esplicitamente, per iscritto, quali contenuti debbano rimanere “Background IP”, altrimenti tutto viene trattato come “Developed IP”.

Il contratto include anche una clausola di “procura irrevocabile” che permette a Wirestock di agire legalmente in vece dell’artista per assegnare diritti di proprietà intellettuale, qualora quest'ultimo non fosse in grado di farlo in tempo. I creatori rinunciano ai diritti morali su scala globale e accettano ampie indennità a favore di Wirestock, con una responsabilità massima dell'azienda limitata a 10.000 USD e la risoluzione di eventuali controversie fissata a Los Angeles, escludendo danni indiretti o mancati guadagni.

Espansione e sfide future

Nonostante le critiche, Wirestock prosegue la sua espansione nei dati multimodali, esplorando nuove modalità come l'audio e la musica. L'obiettivo è produrre dataset per usi creativi, inclusa la generazione di immagini e video.

Il recente finanziamento sarà impiegato per incrementare il personale nei settori della ricerca, dell'ingegneria e dello sviluppo prodotti. Wirestock si concentrerà anche sullo sviluppo di software aziendali per facilitare la collaborazione tra i laboratori di intelligenza artificiale sui dataset creativi, mantenendo al contempo una crescita costante dei contributori attraverso iniziative di marketing mirato e programmi di referenza.

Nel dinamico panorama dell'intelligenza artificiale, la vicenda di Wirestock illustra come una piattaforma possa evolversi per rispondere alle nuove esigenze del settore, mettendo in luce, allo stesso tempo, le complesse sfide legate alla protezione dei diritti d'autore e alla gestione dei dati nell'era digitale.