Nel decennale del suo “Lost & Found Index”, Uber include per la prima volta i robotaxi tra i veicoli in cui i passeggeri dimenticano oggetti. Migliaia di casi segnalati nell’ultimo anno offrono una lettura significativa sull’adozione di questa modalità di trasporto autonomo.

Oggetti smarriti nei robotaxi Uber

Il rapporto annuale di Uber, giunto alla decima edizione, offre un'istantanea antropologica dei comportamenti dei passeggeri. Accanto a smartphone e laptop, l'elenco include oggetti eccentrici come pesci vivi, farfalle e scarpe Louboutin. Nei robotaxi, tra le migliaia di ritrovamenti, spiccano dentiere, un borsone “I Heart Hot Dads”, un cappello “Emotional Support Human” e uno Squishmallow.

Robotaxi: diffusione e recupero

Le migliaia di oggetti dimenticati in dodici mesi evidenziano la rapida diffusione dei robotaxi sulla piattaforma Uber. Il recupero segue procedure consolidate: tramite l'app, i passeggeri selezionano la corsa, contattano l’assistenza e scelgono tra ritiro al deposito AV o consegna rapida tramite Uber Courier (ex Uber Connect), con un costo di circa 15 dollari.

Strategia e obiettivi globali di Uber per l'autonomia

L'integrazione dei robotaxi nel network Uber è parte di un piano strategico ambizioso. A febbraio 2026, l’azienda ha lanciato Uber Autonomous Solutions, divisione dedicata a fornire infrastrutture e supporto operativo alle flotte autonome. L'impegno di Uber nei veicoli autonomi è notevole.

L'azienda intende offrire corse in robotaxi tramite la sua app in 15 città globali entro fine anno, puntando a diventare il principale facilitatore di viaggi autonomi nel mondo entro il 2029. La diffusione dei robotaxi e l’evoluzione dei servizi rafforzano la centralità dell'app Uber nell’era della guida autonoma. Il “Lost & Found Index” funge da indicatore dell’integrazione dei robotaxi e della preparazione infrastrutturale dell’azienda per questa nuova frontiera della mobilità.