La NASA ha selezionato Relativity Space, la società di razzi controllata dall’ex amministratore di Google Eric Schmidt, per sviluppare un orbiter con una suite di strumenti scientifici destinati a orbitare attorno a Marte. La missione, denominata Aeolus, sarà progettata, costruita e lanciata dalla startup, con l’obiettivo di un lancio nel 2028. Questa iniziativa inaugura una competizione diretta con SpaceX per l’invio del primo veicolo privato sul Pianeta Rosso, segnando una nuova frontiera nelle partnership pubblico-private.

Un modello di collaborazione consolidato

La struttura di questo contratto ricorda altri modelli già impiegati dalla NASA, come quelli con SpaceX per il trasporto cargo alla Stazione Spaziale Internazionale o con Firefly Aerospace per il lander lunare. In questo schema, la NASA si fa carico della componente scientifica, mentre la parte privata mette a disposizione capacità infrastrutturali a costi contenuti.

Strumenti innovativi per l’atmosfera marziana

Aeolus ospiterà quattro strumenti dedicati a misurare e osservare da orbita polveri, venti e temperature su Marte. La NASA prevede che questi dati offriranno per la prima volta una visione quotidiana e globale dell’atmosfera marziana, informazione fondamentale per la sicurezza di futuri lander e, in prospettiva, di astronauti sulla superficie del Pianeta Rosso.

Tempistiche serrate e rischi elevati

La missione è fissata per il lancio nel 2028, un obiettivo ambizioso che richiede a Relativity di progettare e realizzare l’orbiter Aeolus e, in parallelo, completare lo sviluppo del razzo che lo porterà in orbita, tutto entro un calendario molto stretto. L’azienda, tuttavia, è ancora priva di un successo operativo consolidato: il suo lancio Terran‑1 del marzo 2023 fallì a metà volo, e il modello successivo, Terran R, è ancora in fase di sviluppo.

Eric Schmidt alla guida di Relativity

Nel 2025, Eric Schmidt ha acquisito una quota di controllo in Relativity Space e ne è diventato amministratore delegato, imprimendo una svolta strategica verso il lancio del razzo Terran R e contestualmente alimentando visioni di data center orbitali e telescopi nello spazio, finanziati attraverso la sua filantropia Schmidt Sciences.

Una scommessa con potenziale vincente

La NASA assume anch’essa un rischio significativo con questa operazione: Relativity non è ancora provata e la missione potrebbe non decollare. Tuttavia, l’investimento punta non solo ai risultati immediati, ma anche a potenziali applicazioni commerciali, come il lancio di satelliti o il supporto a missioni lunari.

La corsa a Marte: un nuovo scenario competitivo

Mentre SpaceX ha proclamato da tempo le sue aspirazioni marziane, non ha ancora realizzato una missione su Marte completamente propria. Se Aeolus verrà lanciato come previsto, Relativity Space potrebbe conquistare il titolo di prima azienda privata a raggiungere il Pianeta Rosso, spostando l’asse della competitività aerospaziale verso un nuovo stadio di cooperazione tra enti pubblici e industria privata.

Nel complesso, il contratto NASA‑Relativity rappresenta un segnale forte: l’agenzia segue una strategia sempre più ibrida per sostenere programmi ambiziosi senza assumersi l’intero onere finanziario, sfruttando l’agilità del settore privato per accelerare l’esplorazione del Pianeta Rosso. In questo quadro, Aeolus è qualcosa di più di un orbiter: è un banco di prova per l’IA, la stampa 3D e la gestione industriale spaziale su larga scala, e segna la svolta verso un approccio industriale all’esplorazione planetaria.