Nelle scorse settimane, un numero significativo di chat e Artifact – mini-strumenti interattivi e documenti creati dagli utenti – della piattaforma Claude AI di Anthropic sono risultati pubblicamente ricercabili su Google. La scoperta è avvenuta dopo che alcuni utenti di Reddit hanno rivelato come l'utilizzo di specifici operatori di ricerca permettesse di accedere a un'ampia lista di conversazioni condivise. Tra i contenuti esposti, sono stati identificati dati sensibili come cartelle cliniche, documenti aziendali privati, nomi e numeri di telefono di bambini.

Erano presenti anchecodice, appunti di lavoro e, in un caso segnalato, contenuti erotici generati da Claude, in violazione delle policy del servizio, evidenziando gravi rischi per la privacy degli utenti.

Il problema sembra originare dalla funzione di condivisione di Claude, che permette agli utenti di creare link per rendere visibili conversazioni o progetti. Nonostante l'interfaccia avverta esplicitamente che il contenuto diventa accessibile a chiunque disponga del link, implicando una condivisione mirata a un pubblico ristretto, questi link pubblici sono stati indicizzati dai motori di ricerca, rendendo i contenuti accessibili all'intero web. A differenza di quanto accade con servizi analoghi come Google Docs, dove i documenti condivisi non dovrebbero teoricamente apparire nei risultati di ricerca, i contenuti di Claude AI sono finiti nei risultati di ricerca.

La posizione di Anthropic e la questione della responsabilità

Anthropic sembra attribuire la responsabilità agli utenti. L'azienda ha infatti dichiarato che i link condivisi compaiono nei risultati di ricerca solo se sono stati precedentemente pubblicati su piattaforme visibili ai motori di ricerca, come forum o social media. Un portavoce dell’azienda, Amie Rotherham, ha specificato che i link non sono predicibili né accessibili a meno che non siano stati condivisi pubblicamente dagli utenti.

La risposta di Google e precedenti simili

Anche Google si è espressa sulla vicenda. Ned Adriance, un portavoce, ha spiegato che i motori di ricerca non controllano quali pagine siano pubblicamente accessibili.

È responsabilità dei proprietari dei siti gestire le autorizzazioni per l’indicizzazione. Non è la prima volta che Claude AI si trova al centro di un problema simile: già lo scorso anno, conversazioni Claude erano state per breve tempo indicizzate. Anche allora, 404 Media aveva riportato che un ricercatore era riuscito a scaricare circa 100.000 conversazioni ChatGPT impostate come condivise pubblicamente.

Risoluzione e implicazioni per la sicurezza dei dati

Sebbene Anthropic sembri aver risolto l'esposizione per il momento, l'incidente solleva importanti interrogativi sulla sicurezza e la privacy nell'era delle chatbot AI. Le conversazioni con questi strumenti spesso contengono informazioni altamente sensibili, dalle cartelle cliniche ai documenti di lavoro, fino a riflessioni su questioni legali e personali.

La possibilità che tali dati vengano esposti involontariamente evidenzia un rischio significativo. Questo suggerisce che si tratti di un problema a livello di settore che richiede un'attenzione rafforzata e una maggiore consapevolezza da parte degli utenti sui rischi delle condivisioni online. Per verificare le chat di Claude che si è scelto di rendere pubbliche, gli utenti possono accedere a Settings → Privacy → Shared Chats.