eBay ha raggiunto un accordo da 56 milioni di dollari con Ina e David Steiner, i fondatori della newsletter EcommerceBytes. La risoluzione giunge dopo una complessa vicenda iniziata nel 2019, quando ex dirigenti dell’azienda orchestrarono una campagna di molestie mirate contro la coppia. L’obiettivo era intimidire gli editori e porre fine alle loro critiche nei confronti della compagnia, espresse nella loro pubblicazione indipendente.

La campagna di molestie e le sue origini

Le azioni intimidatorie presero il via in seguito alla pubblicazione di contenuti critici sulla newsletter EcommerceBytes.

In risposta, alcuni dirigenti di eBay idearono e misero in atto una serie di comportamenti persecutori. Questi includevano l’utilizzo di account social falsi, noti come “sock puppet”, l’invio anonimo di oggetti inquietanti – tra cui ragni vivi, scarafaggi, una maschera di maiale insanguinata, una corona funebre e un libro sul lutto – oltre a lettere minacciose. Furono persino compiuti tentativi di installare un localizzatore GPS sull’automobile della coppia. Documenti del caso hanno rivelato che alcuni ex collaboratori avevano anche ipotizzato di inviare una “gang samoana” all’abitazione degli Steiner. Questa escalation di azioni, descritta come un tentativo deliberato di bloccare la libertà di stampa, innescò gravi conseguenze penali e civili.

Il lungo percorso giudiziario e la conclusione

Ina e David Steiner avviarono una causa civile nel 2021, denunciando azioni volte a “intimidire, torturare, terrorizzare, perseguitare e mettere a tacere” la loro attività editoriale. Parallelamente, già nel 2020, le autorità federali avevano incriminato sette ex dipendenti di eBay per cospirazione, stalking informatico e altri reati correlati. Nel 2022, il principale responsabile di queste azioni, l’allora direttore della sicurezza James Baugh, fu condannato a quasi cinque anni di carcere, mentre altri ex dirigenti ricevettero pene detentive o furono sottoposti a confino casalingo.

Nel 2024, eBay stessa fu condannata a una sanzione penale di 3 milioni di dollari, nell’ambito di un accordo penale differito con le autorità federali.

L’attuale accordo civile da 56 milioni di dollari rappresenta la fase conclusiva di questa complessa vicenda legale, risolvendo il contenzioso iniziato nel 2021 e chiudendo quasi sette anni di procedimenti.

Dettagli economici dell’accordo

L’intesa prevede un significativo risarcimento economico. eBay verserà 46,15 milioni di dollari, a cui si aggiungeranno 2 milioni di dollari dall’ex CEO Devin Wenig, 500.000 dollari da Wendy Jones e 50.000 dollari da Steve Wymer. A queste somme si aggiungono fondi destinati a enti no profit, con donazioni a favore delle libertà di stampa per un totale significativo, stimato in circa 7 milioni di dollari. Un aspetto cruciale dell’accordo è l’impegno a non imporre clausole di riservatezza, garantendo agli Steiner la piena libertà di discutere pubblicamente la vicenda.

L’avvocato della coppia ha sottolineato che l’obiettivo primario non era meramente economico, ma mirava a “scoprire la verità, proteggere giornalisti e editori, perseguire i responsabili, scoraggiare futuri comportamenti aziendali scorretti” e assicurare che altri non dovessero subire esperienze simili.

Ripercussioni e la riforma della cultura aziendale

eBay ha pubblicamente condannato le azioni dei suoi ex dipendenti, definendole “sbagliate, riprovevoli e non rappresentative della cultura aziendale”. L’azienda ha evidenziato gli sforzi compiuti per rafforzare le politiche interne, la formazione e l’etica, segnando una chiara discontinuità con il passato.

L’impatto reputazionale di questo caso è considerevole, poiché evidenzia i rischi legati all’abuso di potere da parte dei manager e sottolinea con forza l’importanza della libertà di stampa, un valore che richiede tutela anche di fronte ai più grandi attori del mercato.

In prospettiva, l’accordo si configura come un caso paradigma nel contrasto alla censura finanziaria e alle molestie aziendali. Il sistema giudiziario ha dimostrato che anche le grandi corporation non sono immuni dalle conseguenze delle proprie azioni.

Il risarcimento non si limita a chiudere un fascicolo giudiziario, ma segna una vittoria per la libertà di informazione e impone una riflessione profonda sulla cultura della responsabilità ai vertici aziendali.